Sul cammino portoghese fino a Santiago

Premessa
Il diario delle singole tappe sarà veloce perché in fondo il tragitto consta per lo più nel camminare no stop su strade sterrate in mezzo a boschi, prati, campagne e ogni tanto su strade asfaltate attraversando paesi piccoli e borghi (con giusto la classica chiesetta e qualche antica croce di pietra). Le città più grosse e belle da visitare tendenzialmente sono a fine tappa, dove si trovano più cose da vedere (monumenti, chiese, piazze e quant'altro).
Nulla di nuovo per chi compie queste imprese, perché uno degli obiettivi di qualsiasi cammino non è visitare le città o fare movida notturna ma godersi la natura e la bellezza delle piccole cose.
Infine, tanti miei comportamenti durante il diario vi sembreranno misteriosi e non approfonditi dal sottoscritto. Tranquilli, perché troverete tutte le spiegazioni alla fine del diario, nella sezione “Vari”.

  • Il viaggio è durato 11 Giorni
  • Budget speso Da 501€ a 1.000€
  • Ho viaggiato Con gli amici
  • Continenti visitati: Europa
  • Stati visitati: Portogallo, Spagna
  • Viaggio fatto in primavera
  • Scritto da Andrea Pistoia il 20/07/2026
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  1. Giorno 1 - 13/05/2026

    Mercoledì 13 maggio 2026
    Da Linate, dopo un paio di ore, atterriamo all'aeroporto di Porto Francisco Sa Carneiro, a 10km da Porto.
    Qui c'è una metropolitana che conduce direttamente in centro città. Per prenderla si compra prima una tessera ricaricabile in aeroporto a una delle biglietterie automatiche, si ricarica dei soldi necessari e si sceglie la destinazione.
    Saliti sulla metro, in una ventina di minuti arriviamo in centro. Tempo di scaricare i nostri zaini nell’alloggio prenotato e poi andiamo a esplorare la città.
    Però prima la priorità assoluta sono le credenziali, quindi andiamo alla cattedrale in via Terreiro da Sé. Le recuperiamo e poi partiamo alla scoperta di Porto.
    In primis ci piacerebbe entrare nella cattedrale ma sfortunatamente è chiusa (merita comunque qualche foto dell’esterno). Dopodiché prendiamo una stradina in discesa che conduce al fiume ma soprattutto a ciò che lo attraversa: il ponte Dom Luis I (imponente e d’impatto). Il fiume è costeggiato da locali e negozi. Dopo aver fatto un giro su entrambe le sponde ci fermiamo a bere qualcosa. Sarebbe una città da visitare meglio ma stiamo risparmiando le forze per il cammino, quindi dopo aver cenato andiamo a dormire, perché domani sarà una lunga giornata.

  2. Giorno 2 - 14/05/2026

    Giovedì 14 maggio 2026
    Alle 8:00 prendiamo la metro che da Porto in circa quaranta minuti ci conduce ad Arvore (una frazione di Vila do Conde). Alla fermata, a sinistra, prendiamo l’autobus che ci porta a Vilarinho in dieci minuti. Questo si ferma davanti alla piazza del paese dove si trovano una curiosa statua dedicata al pellegrino (Santiago Trajado), una chiesa e un bar.
    Da qui, alle 9:30, il nostro cammino parte ufficialmente.
    Dopo alcune strade asfaltate c’immettiamo nel bosco fino a raggiungere Sao Miguel de Arcos dove troviamo la chiesa omonima (esternamente molto carina ma chiusa). Proseguiamo fino al paese di Sao Pedro di Rates, che ci accoglie con una rotonda in cui si trova una scultura. Poco dopo raggiungiamo il centro, dove ammiriamo una chiesa antica (Igreja de Sao Pedro de Rates) in cui entriamo. Lì vicino si trova anche la torre dell’orologio (Torre Relogio), una minuscola chiesa (chiusa) e una piccola piazza. Paese decisamente carino.
    Essendo le 12:30 ci fermiamo al ristorante Ritual, in Rua Tomè Sousa, dove gustiamo il primo “Menù del pellegrino (12.50€ con birra esclusa).
    Alle 14:00 ripartiamo e arriviamo a Barcelos (la fine della tappa) alle 18:00. Prendiamo posto all’albergue Amigos da Montanha, in via Largo Penedos, 64. Ceniamo in centro nel ristorante Galo, in via Largo de Guilherme Gomes Fernandes n.115 (con 20€ abbiamo bevuto e mangiato discretamente. Ristorante intimo e tranquillo) e poi andiamo a dormire.

  3. Giorno 3 - 15/05/2026

    Venerdì 15 maggio 2026
    Alle 8:00 siamo in strada, ma prima di proseguire il cammino ne approfittiamo per visitare velocemente Barcelos, scoprendo alcuni monumenti della città: la chiesa parrocchiale di Carvalhal (piccola ma chiusa), la Capela de Nossa Senhora da Ponte (adorabile), il ponte de Barcelos, le rovine del Pac dos Condes de Barcelos (struttura medievale difensiva) e soprattutto la piazza (piccola ma meritevole di una foto) con tanto di piccolo parco, fontana, torre medievale e chiesa Igreja do Bom Jesus da Cruz (aperta, molto carina e luminosa). Seguendo le indicazioni per il cammino, sempre a Barcelos, troviamo in un viale alberato l’Estatua Peregrina (una statua di bronzo raffigurante una pellegrina: molto carina).
    Alle 8:30 partiamo ufficialmente. Durante il cammino troviamo la Capela da Senhora da Portela nella parrocchia di Tamel (piccola ma carina) mentre alle 12:30 arriviamo a Balugaes. Pranziamo in un bar e ripartiamo alle 13.50. Questa tappa presenta per lo più foreste e campi.
    Dopo un po’ raggiungiamo la chiesa Igreja Paroquial de Vitorino dos Piaes (chiusa ma esteticamente carina, specialmente perché possiede un viale alberato ed è circondata dalle montagne).
    A Ponte de Lima ci mancano ancora altri 6 km ma noi siamo stanchi, quindi alle 17:30 ci fermiamo a Seara (un piccolo paesino che, per quel poco che abbiamo visto, non ha nulla di particolare da offrire). Dormiamo in un ostello all’entrata del paese (20€, decisamente più bello e pulito di quello di ieri).

  4. Giorno 4 - 16/05/2026

    Sabato 16 maggio 2026
    Alle 8:30 partiamo e in un’ora e mezza arriviamo a Ponte de Lima. All’ingresso del paese c’è un viale alberato che costeggia il fiume da cui si può scorgere il ponte romano e il Painel De Azulejos Do Mercado Municipal (una costruzione particolare). Prima di attraversare il ponte costeggiamo il lungo fiume trovando la fontana Largo de Camões, i monumenti Memorias do Campo, l’Alegoria às Feiras Novas e ao Folclore e l’Estatua Decius Junius Brutus. Dopodiché facciamo un giro nel centro storico fortificato, di fronte al ponte, in cui si trova la chiesa Igreja Matriz, il Pelourinho (una colonna antica), il monumento ao Conde d'Aurora (una statua seduta su una panchina) e la Vaca De Cordas (un toro di bronzo).
    Ammetto che è proprio una bella cittadina, degna di essere visitata.
    Infine attraversiamo il ponte medievale e visitiamo la chiesa Igreja de Santo Antonio da Torre Velha.
    Soddisfatti, ricominciamo il cammino, quindi alle 10:30 usciamo ufficialmente dal paese. Alle 12:30, passando per i boschi, ci fermiamo a pranzare al Baloico do peregrino in Rua do Arco, Porta n.21 a Labruja (15€ di spesa). Dopodiché, alle 13:30, ripartiamo.
    Ci facciamo un bel dislivello di 400m seguito dalla discesa e infine arriviamo a Rubiaes, dove si trova la chiesa di São Pedro de Rubiães (antica e piccola ma chiusa) e un ponte romano.
    Alle 17:00 infine raggiungiamo l’ostello casa de Sao Sebastiao (15€ in camerata da otto posti: bel posto, pulito e con la piscina inclusa). Facciamo la spesa per cenare in ostello e poi passiamo il resto della giornata a goderci la piscina.

  5. Giorno 5 - 17/05/2026

    Domenica 17 maggio 2026
    Partenza alle 8:30.
    Sul nostro cammino troviamo la chiesa Igreja de Sao Bento da Porta Abera a Cossourado (piccola, carina sia dentro che fuori, circondata dal verde e dalle montagne) fino a che alle 12:30 arriviamo a Valenca.
    Valenca è una bella cittadina, con un centro storico caratterizzato da una fortezza al cui interno si trovano case, negozi e chiese. Sparse qua e là troviamo anche alcune sculture (tra cui una rosa gigante). Giriamo per le sue strette vie per poi salire sulle mura e ammirare il panorama circostante.
    È il posto ideale per fermarci a pranzare, così scegliamo il primo bar che troviamo all’interno delle mura e ci rilassiamo un po’. Infine, alle 15:00, ripartiamo.
    Attraversiamo l’imponente ponte internacional (il ponte di metallo) che collega il Portogallo alla Spagna (infatti dopo averlo attraversato troviamo il cartello “Benvenuti in Galizia”). Qui c’è anche la nostra prima città spagnola: Tui (la fine di questa tappa). Raggiuntala, ammiriamo la cattedrale di Santa Maria de Tui (bella).
    Alle 16:00 raggiungiamo il nostro ostello: xunta de galicia (10€, camerate con sedici posti e docce senza divisori. Tutto sommato, posto pulito).

  6. Giorno 6 - 18/05/2026

    Lunedì 18 maggio 2026
    Alle 8:00 partenza da Tui.
    Il primo pezzo di strada è sull’asfalto ma il resto è per lo più in mezzo ai boschi, con sentieri abbastanza pianeggianti. A volte ci sono alcuni bivi; da una parte si percorre una strada asfaltata mentre dall'altra i boschi (ma entrambe alla fine si ricongiungono).
    Alle 12.40 arriviamo al centro storico di O Porrino. È una cittadina con alcuni monumenti che meritano una foto, in special modo il Concello (un palazzo decisamente d’impatto), il monumento ad Antonio Palacios (una statua seduta su una panchina) e la Capela do Santo Cristo da Agonia (una piccola chiesetta col monumento di una conchiglia gigante di fronte a essa). Dato che è un paese che offre bar e ristoranti, ci fermiamo qui per pranzare.
    Alle 13.40 ripartiamo e alle 16:30 arriviamo a Mos (un piccolo borgo con un parco, una chiesetta e una piazzetta con un bar/ristorante. Come luogo per passare la notte è perfetto). In realtà la fine tappa sarebbe stata Redondela ma preferiamo fermarci a Mos perché siamo stanchi.
    Dormiamo all’ostello albergue de Mos (10€ a testa, stanze da sei persone, pulito e tranquillo. Unica, enorme pecca: i letti cigolano quando ci si muove).

  7. Giorno 7 - 19/05/2026

    Martedì 19 maggio 2026
    Oggi piove, ma ciò non ci ferma. Ecco perché alle 8:00 partiamo. Il primo pezzo della tappa è sull’asfalto, poi in mezzo alle montagne con un po’ di dislivello. A un tratto iniziamo a costeggiare in lontananza l’oceano fino ad arrivare al paese di Arcade alle 12:30.
    Arcade è un paese grande, quindi monumenti, piazze, ristoranti e bar.
    Però non la visitiamo perché, dopo aver pranzato nel primo bar che troviamo, raggiungiamo Pontevedra ma scopriamo che tutti gli ostelli sono già pieni (perché, non lo sapevamo, questa città è il punto di convergenza di due cammini, quindi i pellegrini aumentano esponenzialmente). Così torniamo ad Arcade e alloggiamo all'ostello albergue casa Calvar (18€ in dormitorio pulito, buoni letti, lenzuola incluse e all’interno si trova anche un bar/ristorante). Ci godiamo il resto del pomeriggio senza neppure uscire, restando al bar dell’ostello fino anche a cenarvi (prezzi modici ma la pastina stile casa di riposo non si può vedere. In compenso il vino è buono). Infine, alle 22:00, nanna.
    Per la cronaca, Arcade è vicino al mare, quindi potenzialmente potreste farci un salto a piedi.

  8. Giorno 8 - 20/05/2026

    Mercoledì 20 maggio 2026
    Per evitare i chilometri già compiuti ieri prendiamo un treno che ci porta dopo qualche minuto dalla stazione di Arcade a Pontevedra (curiosa la biglietteria di Arcade: è automatica e il monitor mette in contatto con una bigliettaia che ci chiede alcuni dati e infine ci fa il biglietto sola andata a 2.20€).
    Facciamo prima un giro veloce a Pontevedra ammirando la chiesa Iglesia de San Francisco, la Plaza de la Lena e la basilica de Santa Maria (chiusa). Poi, dopo una veloce colazione in un bar del centro, alle 8:00 partiamo e percorriamo gran parte del tragitto immersi nei boschi. Ci fermiamo giusto un’oretta a pranzare in un bar sulla strada e poi proseguiamo spediti arrivando a fine tappa (Caldas de Rei) alle 15:30.
    Questo paese è particolare, non tanto per i suoi monumenti e chiese (tra cui spicca la chiesa Iglesia de Santo Tomas Becket, la quale è carina e visitabile) ma perché è un paese termale, quindi si trovano appunto delle terme sia gratuite che a pagamento. Evitando queste ultime, girando per il paese approfittiamo di una gratuita, ovvero il lavatorio in Calle Don Carlos García Bayón, a pochi metri dalla famosa Fuente de las Burgas, dove si possono immergere i piedi (ma qualcuno ha anche fatto il bagno) e dove l’acqua è piacevolmente calda (un toccasana per i nostri piedi). Restiamo a mollo una mezz’oretta, dopodiché andiamo a prendere posto all’albergue Argemira (18€, carino, letti comodi, bei bagni: tra i migliori provati fino a ora). La cena la facciamo nell’ostello sfruttando la cucina e facendo la spesa in un supermercato lì vicino. Poi, come sempre, nanna presto.

  9. Giorno 9 - 21/05/2026

    Giovedì 21 maggio 2026
    Alle 8:30 si parte. Durante la tappa merita una foto la chiesa Iglesia de Santa Marina de Carracedo (fuori Caldas de Reis).
    Pranziamo a 2 km da Padron e infine lo raggiungiamo alle 15:00.
    Giriamo un po’ per il centro. Spicca su tutto la chiesa Parroquial di Pontecesures, il convento del Carmen (una chiesa che si trova sopra un’altura che domina la città) e il centro (sottostante al convento) pieno di negozi.
    Infine alloggiamo all'albergue o Pedron (18€, camerata con una ventina di letti a castello, cucina, sala spaziosa e bagni dignitosi: ostello molto carino).

  10. Giorno 10 - 22/05/2026

    Venerdì 22 maggio 2026
    Partenza alle 7.45.
    Siamo eccitati perché oggi arriveremo a Santiago.
    Fuori da Padron merita una foto il santuario de a Ascravitude. Per il resto, è quasi tutto un camminare in mezzo ai boschi fino a raggiungere Santiago de Compostela. Essendo una città (fa più di centomila abitanti), percorriamo prima la sua anonima periferia fino a raggiungere il centro ma soprattutto l’agognata cattedrale. È bella, imponente e antica (decisamente d’impatto, anche internamente). Intorno alla cattedrale ci sono varie piazze tra cui la plaza do Obridoio (dove si radunano tutti i pellegrini per fare le foto di rito di fine cammino). Ma la nostra priorità è ottenere la Compostela.
    Per averla, seppur ormai tardi, siamo andati all’Oficina do Peregrino, in Rúa das Carretas, 33. La raggiungiamo ma la troviamo chiusa. Così giriamo per le vie del centro ammirando le viuzze, i negozi, i locali ma soprattutto la quantità di pellegrini che affollano le strade.

  11. Giorno 11 - 23/05/2026

    Sabato 23 maggio 2026
    Stamattina, sapendo che l’ufficio apre alle 9:00, siamo andati subito all’oficina (seguendo il consiglio di chi diceva di andarci all’apertura per trovare meno gente). Siamo giunti poco prima delle 9:00 e già abbiamo trovato una cinquantina di persone in attesa. Per fortuna la fila scorre velocemente.
    Ottenuta la Compostela, facciamo ancora un giro in città, per lo più restando in zona cattedrale. Entriamo nel mercado de Abastos de Santiago (un mercato al chiuso pieno non solo di cibo ma anche di souvenir) per poi spostarci nelle vie limitrofe a fare un po’ di shopping e ad ammirare chiesette, monumenti e piccoli parchi. Pranziamo, altro giretto veloce e infine giunge il momento di raggiungere l’aeroporto di Coruna (a 50km da Santiago) per tornare in Italia.
    Per andare in aeroporto c'è un pullman diretto (peccato che sabato ci siano solo due corse e, dato che ci arriveremmo troppo tardi o troppo presto, vi rinunciamo). Di conseguenza prendiamo un autobus che dalla stazione centrale di Santiago porta a Coruna. Qui però non capiamo quale pullman prendere per l’aeroporto (non c’è neppure uno sportello aperto o qualcuno a cui chiedere), quindi saliamo su un taxi che con 21€ ci porta in un quarto d'ora all’aeroporto.
    Giuntivi, partiamo: destinazione Italia.






    VARI



    CAMMINO
    Credenziale, timbri e Compostela: la credenziale è un libretto dove vengono apportati dei timbri che attestano che si sono fatte tot tappe per giungere a Santiago (permettendo così di ricevere la Compostela, una “pergamena” che attesta di aver compiuto il cammino).
    La credenziale si recupera a Porto, presso la cattedrale, nell'ufficio che c'è al suo interno, aperto alle 9:00 alle 17:30. Noi però, seguendo l'indicazione dell'infopoint di Porto in zona cattedrale, siamo andati all’Oficina do Peregrino, in Rua da Pena Ventosa n.38, aperta dalle 7:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:00 e chiusa domenica pomeriggio.
    I timbri sono importanti perché se non hai fatto almeno cento km di cammino non ti danno la Compostela e lo appurano attraverso questi, quindi fatene almeno un paio a tappa, specialmente in Spagna.
    Tranquilli, perché i timbri li potete ricevere ovunque, dagli ostelli ai ristoranti, dai bar alle chiese. Addirittura ci sono delle persone in strada che ve li apportano. A volte vengono posti gratuitamente mentre in altri (in alcuni bar, negozi e addirittura chiese) si aspettano che tu consumi qualcosa o che faccia una donazione in cambio (ma capita di rado).
    Dicono che sia importante che chi metta il timbro ponga anche la data per dimostrare in che giorno sia stato fatto. A noi a volte non l'hanno fatto, quindi ci abbiamo pensato noi a scriverla.
    Poi, centellinate i timbri perché sappiate che la credenziale è formata da sette pagine di otto spazi ognuno. Io me ne sono fatti apporre giusto un paio al giorno (anche perché spesso l’immagine del timbro è anonima o insignificante, specialmente quella dei bar, quindi non è una gran perdita. Al contrario, quella nei luoghi sacri di solito è molto carina).
    Infine, giunti a Santiago, per ricevere la Compostela bisogna andare all’Oficina do Peregrino in Rua das Carretas, n.3. Sulla porta d’ingresso c’è un QR da inquadrare per richiederla. Questo indirizza a un sito dove c’è un form da compilare. Noi l’abbiamo fatto il giorno prima (a ufficio chiuso) mentre la mattina seguente siamo tornati per prendere la Compostela. Infatti, dopo esserci messi in fila, l’addetto ci ha dato un biglietto col numero del nostro turno e abbiamo atteso. Ci sono vari sportelli e si viene chiamati come in posta. Ho raggiunto lo sportello e la ragazza ha sparato il QR che avevo ottenuto ieri sera dal form compilato per poi stamparmi sia la Compostela (gratuita) che il “Certificato di distanza”, un documento stampato su carta da pergamena in spagnolo che attesta i chilometri percorsi, il giorno di partenza, quello di arrivo e il cammino seguito per giungere a Santiago. Costa 3€ e si richiede quando si compila il form per ricevere la Compostela (praticamente nella schermata dove si inseriscono i dati personali si trova in fondo la voce da flaggare). Secondo me vale la pena spendere pochi euro per averlo. Tra l’altro, se si vuole, con 2€ forniscono un cilindro di cartone dove inserirli per non danneggiarli durante il trasporto.

    Conchiglia: a Porto, dove si ritira la credenziale, si può anche comprare la famosa conchiglia del pellegrino, il simbolo del cammino.
    C'è chi si porta per tutto il viaggio la conchiglia in bella vista sul petto e chi l’aggancia allo zaino. Io l'ho tenuta sempre nello zaino per paura di romperla accidentalmente (e anche perché, secondo me, un pellegrino lo si riconosce comunque dall'abbigliamento e dallo zaino in spalla. Infatti nessuno ha mai dubitato che io non lo fossi). Per la cronaca, nel caso rompeste la conchiglia, non vi preoccupate perché ne troverete comunque a migliaia sul cammino (soprattutto a Santiago) di varie dimensioni e colori, quindi potrete in qualsiasi momento recuperarne un'altra.

    Cammino portoghese: parte ufficialmente da Lisbona e consta di circa 620 km divisi in 25 tappe ma necessita di un mesetto per compierlo. Chi invece ha solo due settimane di ferie come me può partire più a nord, da Porto.
    Il cammino portoghese in realtà ha varie diramazioni. Quello che abbiamo fatto noi (di circa 250 km) è il centrale, quello principale, che attraversa quasi sempre l'entroterra portoghese e spagnolo.
    In alternativa, da Porto si può fare il “cammino della Costa” che costeggia l'oceano fino a Redondela (personalmente mi aveva incuriosito molto, però ho letto che in tanti punti bisogna camminare sulla sabbia e sulla spiaggia e ci sono meno indicazioni e alloggi. Quindi, per andare sul sicuro, alla fine abbiamo optato per quello centrale).
    In più, giunti a Pontevedra potreste non continuare il cammino centrale (che passa sempre dall’entroterra) ma fare quello spirituale (che lo allunga di una tappa ma vi fa costeggiare anche l'oceano. Il problema di quest’ultimo è che bisogna prendere in una tappa un traghetto e, dato che non volevamo complicarci la vita, abbiamo optato per fare quello centrale fino alla fine).

    Tappe: se fosse andato tutto secondo i nostri piani, saremmo stati in ballo 13 giorni (uno per arrivare a Porto sostandovi per la notte, 11 effettivi di cammino e uno per tornare in Italia), quindi avremmo dovuto fare da lunedì a sabato.
    Peccato che ci abbiano annullato qualche giorno prima il volo e l'unico che avremmo potuto prendere sarebbe stato l’aereo due giorni dopo, quindi mercoledì, bruciandoci due tappe. Abbiamo risolto fondendo le prime due tappe (tanti pellegrini comunque saltano a prescindere parte della prima tappa, ovvero da Porto a Vilair de Pinheiro evitando i primi 10km, perché attraversa solo la triste periferia trafficata di Porto) e altre due centrali (quella di O Porrino-Redondela e Redondela-Pontevedra diventando la tappa O Porrino-Pontevedra (anche se nella realtà noi siamo partiti da Mos, paese prima di O Porrino, e siamo giunti a Arcade, paese prima di Pontevedra, a causa dei problemi spiegati precedentemente).
    Per essere più chiaro, vi riporto più avanti tutte le tappe che avremmo dovuto compiere se non avessimo avuto il volo annullato e successivamente quello che abbiamo in realtà fatto noi fisicamente, con tanto di chilometraggio e tempo di percorrenza. Ciò anche per dimostrare che non si è obbligati ad andare ogni volta a fine tappa se si è troppo stanchi ma ci si può fermare prima e al massimo allungare la successiva.
    In più, certi siti consigliano, specialmente nei periodi più affollati (ma anche quando ci si avvicina a Santiago), di evitare di dormire a fine tappa perché rischiate che gli ostelli siano già pieni all’arrivo e che dovrete optare per un alloggio più costoso, quindi consigliano di fermarsi al paese precedente o a quello successivo. Noi l’abbiamo fatto fermandoci a Seara invece di arrivare fino a Ponte de Lima, a Mos invece di arrivare a Redondena e ad Arcade invece di Pontevedra (trovando sempre un posto per dormire).
    Tra l’altro, per ogni tappa si toccano alcuni piccoli paesi e borghi intermedi. Però di contro ricordatevi che a ogni fine tappa corrisponde un paese di media dimensione dove si può trovare di tutto (dai ristoranti ai supermercati, dai bar a molti monumenti storici interessanti).

    Dislivelli e distanze: se compiuto in undici giorni di cammino, si fanno circa dai 18km ai 34km giornalieri. Ad avere più giorni si può spezzare in due le tappe più impegnative (tipo quelle da 30km).
    Delle tappe da compiere, alcune sono “facili” perché presentano poco dislivello mentre altre sono più impegnative in quanto ci sono più “saliscendi” o dislivelli più elevati (massimo 400m). Il lato positivo è che alcuni hanno sì un dislivello non indifferente ma spalmato su vari chilometri (quindi affrontabile senza problemi) mentre altri lo sono nelle brevi distanze (quindi non sono proprio una passeggiata ma neanche così proibitivi; giusto un po’ più faticose).
    Le tappe più impegnative sono da Pontevedra a Armenteira (400m di dislivello spalmati in circa 10km di cammino, con annessa discesa il giorno dopo verso Vailanova de Arousa) e da Ponte de Lima a Rubiaes (dislivello di 400 metri in meno di 18km) con la successiva discesa (da Rubiaes a Tui).

    App: per fare questo cammino esistono delle app veramente utili. Quella più famosa (e che abbiamo usato noi) si chiama “Gronze” ed è fantastica in quanto non solo fornisce il tragitto esatto di ogni tappa (usando ovviamente una connessione internet e il gps attivo, in quanto non si possono scaricare le mappe) ma anche molte indicazioni su locali dove mangiare e luoghi dove dormire.

    Segnaletiche: mi sono sorpreso di come il cammino portoghese fosse ben segnalato ovunque. A ogni bivio o incrocio si trova sempre una freccia gialla dipinta su un muro, su un palo o sulla strada. La segnaletica più famosa è il mojon, ovvero una pietra miliare dove è raffigurata la conchiglia, la direzione da seguire e spesso i chilometri che mancano a Santiago.
    Tra l’altro, spesso a un incrocio troverete sulla strada corretta la freccia gialla mentre sull'altra una “X” giallo/rossa che vi avvisa di star prendendo la direzione sbagliata. Quindi, se si sta ben attenti, è quasi impossibile sbagliare strada.

    Come promesso, qui sotto vi riporto il cammino che avremmo fatto se avessimo avuto tutti gli undici giorni effettivi di cammino (con effettivo chilometraggio e tempo di percorrenza estrapolati da internet).

    1) Arrivo a Porto
    2) Porto → Vilarinho 27 km (circa 6-7 h)
    3) Vilarinho → Barcelos 27 km (6-7 h)
    4) Barcelos → Ponte de Lima 34 km (8 h)
    5) Ponte de Lima → Rubiães 18 km (4-5 h)
    6) Rubiães → Tui 19 km (5 h)
    7) Tui → O Porriño 17 km (4 h)
    8) O Porriño → Redondela 16 km (4 h)
    9) Redondela → Pontevedra 19 km (5 h)
    10) Pontevedra → Caldas de Reis 23 km (5-6 h)
    11) Caldas de Reis → Padrón 19 km (4-5 h)
    12) Padrón → Santiago de Compostela 25 km (6 h)
    13) Ritorno in Italia

    Come già detto in precedenze, a causa del volo annullato, e quindi di due giorni bruciati con conseguente “fusione di 4 tappe in due”, il nostro cammino è diventato quello riportato qui sotto.
    N.d.A.: qui sotto, nel tempo di percorrenza dell’intera tappa, è inclusa anche la pausa pranzo e un breve spuntino a metà mattina, quindi togliete almeno un’ora dal tempo riportato.

    1) Arrivo a Porto
    2) Porto → Barcelos 29 km (primo tratto fino a Vilarinho fatto in pullman, quindi non contato nel chilometraggio. I 29 km compiuti a piedi li abbiamo fatti in 9h)

    3) Barcelos → Seara 31 km (la fine tappa sarebbe stata Ponte de Lima ma ci siamo fermato 6 km prima perché troppo stanchi. Quindi in tutto abbiamo fatto 31km in 9h)
    4) Seara → Rubiães 28 km (9h)
    5) Rubiães → Tui 24 km (8h)
    6) Tui → Mos 24 km (in realtà la fine tappa sarebbe dovuta essere Redondena ma, essendo troppo stanchi, ci siamo fermati nel paese prima, Mos. Quindi in tutto 24 km in 8.30h)
    7) Mos → Pontevedra 30 km (9h complessivi, ma alla fine siamo tornati al paese precedente, Arcade, in quanto a Pontevedra non abbiamo trovato posti dove dormire)

    8) Pontevedra → Caldas de Reis 28 km (7:30h di cammino effettivo partendo da Pontevedra a piedi. Per raggiungerla, da Arcade abbiamo preso il treno)
    9) Caldas de Reis → Padrón 21 km (6.30h)
    10) Padrón → Santiago de Compostela 28 km (9h)
    11) Ritorno in Italia


    Bar: a dispetto di quello che dicono su internet, in tutti i paesi di inizio tappa abbiamo sempre trovato anche alle sette del mattino un locale aperto che offriva brioche e caffè ma anche panini, succhi di frutta, eccetera.
    Ma nell’eventualità di trovarli chiusi, vi consiglio per sicurezza di portarvi dietro un paio di brioche per ogni evenienza (tanto occupano poco spazio e non pesano niente).
    Poi, nei bar chiedete sempre caffè espresso perché se chiedete solo un caffè o un caffè normale vi danno quello in tazza grande, tipo tazza da tisana.

    Menù del pellegrino: c'è capitato a volte di trovare ristoranti o bar che lo fanno. Costa 10/15€ e viene offerto un primo, un secondo, un contorno (a volte messi tutti nello stesso piatto), una bevanda e a volte il caffè. Ovviamente non aspettatevi piatti gourmet ma devo ammettere che abbiamo mangiato tutto sommato bene e in abbondanza.
    Tra l'altro, c'è capitato di beccare anche per cena il “Menù del Pellegrino”; ben apprezzato.
    Se non trovate il ristorante che lo fa, comunque ci sono bar o ristoranti abbordabilissimi (che hanno più o meno gli stessi prezzi dell'Italia).

    Acqua: durante il cammino si trovano svariate fontane ma il problema è che o si trova un cartello che avvisa che l'acqua non è potabile o non c'è nessuna indicazione. Quando non trovavo nessun cartello, nel dubbio evitavo di bere. Quindi, per ogni evenienza, portatevi due bottiglie da mezzo litro sempre piene.
    Se eventualmente le finite, sappiate che comunque ogni tappa tocca vari paesi e quasi tutti presentano almeno un bar o un ristorante dove poter comprare da bere (ma anche da mangiare).
    Tra l’altro, a volte troverete per strada delle bancarelle, dei chioschi e addirittura dei ragazzi che offrono a pochi euro spremute, bottiglie d'acqua e anche snack. Quindi diciamo che tendenzialmente non rischierete la fame e la sete.



    ALLOGGI
    Ce ne sono di vari tipi sul cammino. Il più economico è l’ostello municipale (costa circa 10€). L'unico problema è che non si può prenotare in anticipo, quindi chi prima arriva prima occupa il posto (ecco perché è il primo a riempirsi). Poi si passa agli ostelli privati (ne abbiamo trovati dai 18€ in su) prenotabili su Booking e affini.
    Ovviamente ci sono anche i b&b e gli appartamenti, ma si sale decisamente di prezzo (ne abbiamo trovati da 40€ a testa).
    Vi consiglio (specialmente nella parte spagnola) di monitorare gli alloggi, anche quelli a pagamento, perché ci sono state delle fine tappa critiche (tra tutte a Pontevedra, dove siamo arrivati nel primo pomeriggio e gli ostelli, anche prenotabili, erano già pieni, quindi l'unica alternativa era un b&b da 40€ a persona in su). Quindi sappiate che più vi avvicinerete a Santiago più sarà difficile trovare alloggi liberi a basso prezzo (mio consiglio: prenotate massimo il giorno prima).
    Ho letto che esistono degli ostelli donativi in cui viene richiesta solo un'offerta libera. Non li abbiamo mai trovati (ma neanche cercati) e comunque alla fine avremmo offerto comunque la stessa cifra spesa per quelli municipali e privati.
    Nelle mie ricerche sul web tanti fanno notare come ci siano alcuni ostelli che non danno le lenzuola, quindi per igiene consigliano di portare almeno il sacco a pelo (o sacco lenzuolo) e la federa.
    Per mia esperienza, in tanti ostelli municipali e privati ci hanno dato come minimo delle sottili lenzuola e federe mentre in altri addirittura di cotone. A me personalmente è tornato utile avere il sacco a pelo perché sono freddoloso di natura, quindi lo usavo come coperta, però potenzialmente potreste farne anche a meno.

    Sveglia: c'è chi consiglia di alzarsi prestissimo alla mattina. Il motivo? Come detto poc’anzi, arrivando per primi a fine tappa si trovano gli ostelli economici (quindi non prenotabili) ancora liberi.
    A noi è capitato di sentire persone che già alle 5:00 partivano. Noi però abbiamo preferito alzarci minimo alle 6:30 mentre spesso alle 7:30 (cosicché alle 12:00-12:30 raggiungevamo un paese in cui trovavamo un bar o un ristorante per pranzare).

    Senza contare che consigliano di partire presto alla mattina in modo da arrivare a destinazione poco dopo pranzo in modo da evitare il caldo pomeridiano. Noi siamo partiti quasi sempre verso le 7:30-8:00 e siamo quasi sempre arrivati a fine tappa verso le 15:00-16:00 senza avere problemi di caldo (ma era comunque metà maggio, con giornate più o meno nuvolose) né, quasi sempre, abbiamo trovato difficoltà a trovare ostelli liberi a causa del nostro arrivo nel pomeriggio inoltrato. Ma è anche vero che a volte lo abbiamo prenotato in anticipo sia per essere sicuri di trovare posto all'arrivo sia per non perdere tempo alla ricerca di un ostello libero (ma soprattutto ci ha permesso di fare l’intera tappa senza l’ansia dell’alloggio).

    A volte l'ostello vi dà già il letto contrassegnato mentre altre volte fa scegliere a voi. In quest’ultimo caso, mettete il sacco a pelo sul letto per mostrare che è già occupato. Le camerate sono spesso con letti a castello, però sappiate che gli scalini per arrivare al piano superiore sono scomodi in quanto stretti e di ferro, quindi, se già avete le gambe doloranti, salirci non è il massimo. Ah, per senso civico lasciate il letto più basso ai pellegrini più anziani o a chi ha problemi fisici.
    A dispetto di quello che si legge in giro, pochissimi ostelli ci hanno dato l'armadietto dove ritirare lo zaino. Ma non c’è importato nulla perché, obiettivamente, quale ladro si sarebbe messo a frugare nel nostro zaino per rubarci una maglietta o le calze?
    Resta il fatto che gli oggetti di valore (tipo il portafoglio e il cellulare) meglio averceli sempre addosso. Per tale motivo mi sono portato un marsupio (ma potevo tranquillamente portarmi anche una semplice bustina) in modo tale da tenere il cellulare e il portafoglio nascosti all’interno del sacco a pelo mentre dormivo.

    Tra l’altro, per igiene consigliano di non lasciare lo zaino sul letto per evitare che potenziali cimici o zecche vi si trasferiscano sopra o, peggio ancora, dentro. E, specialmente per quanto riguarda le zecche, gli internauti consigliano a prescindere di usare negli ostelli i sacchi a pelo e la federa perché le zecche si annidano nei materassi e quindi si rischia non solo di essere punti ma anche di portarseli nello zaino per l'intero cammino (nel caso accada, viene consigliato addirittura di lavare tutti i vestiti in lavatrice ad alta temperatura). Onestamente, in tutti gli ostelli dove siamo stati non abbiamo avuto nessun problema. Segno che: o non c'erano zecche e cimici nel paese o gli ostelli erano puliti e igienizzati. Comunque, meglio così.

    Eccetto uno, tendenzialmente ho trovato ostelli puliti, compreso il bagno. Spesso hanno anche delle cucine molto attrezzate, quindi potrete fare la spesa (c’è sempre un market a fine tappa) e cenare lì (però prima vi consiglio di appurare se c'è tutto il necessario, in quanto ci è capitato che mancasse qualcosa di essenziale, tipo la pentola giusta o addirittura i fornelli).

    Gli ostelli mediamente chiudono alle 22:00 (in alcuni, se ti presenti dopo quell’ora, non ti fanno più entrare per evitare di disturbare gli altri pellegrini). Di solito danno l’alloggio fino alle 8:00 del mattino o poco più tardi (ma state sicuri che chi fa il cammino non sta fino alle 10:00 a dormire, quindi già alle 7:30/8:00 i dormitori si svuotano).
    Sappiate che si dorme in camerate che vanno dalle sei alle sedici persone (se non di più). Ciò vuol dire che durante la notte sentirete russare, tossire, eccetera. Ovviamente i tappi per le orecchie sono essenziali.
    Per rispetto verso gli altri ricordatevi di mettere la vibrazione piuttosto che la suoneria per svegliarvi alla mattina (così da non disturbare l’intera camerata). Quando vi svegliate, evitate di accendere la luce del comodino (perché a volte è molto forte e illumina a giorno la stanza). Al mattino non usate i sacchetti di plastica per ritirare i vestiti (altrimenti farete un gran baccano); piuttosto quelli di stoffa o similari. Se proprio non potete fare a meno di quelli di plastica vi consiglio, come faceva qualcuno, di preparare lo zaino nelle aree comuni (tipo la cucina o la sala), ovvero distanti dal dormitorio.

    Negli ostelli a volte ho trovato il sapone liquido nelle docce e sul lavandino ma in altri no. Quindi, per sicurezza, portatevi una saponetta. Come consigliato ovunque, il sapone di Marsiglia è la scelta migliore perché può essere usato sia per lavare i vestiti che se stessi. Portatevene uno piccolo, tanto se lo esaurirete troverete un sacco di negozi e supermercati che vendono prodotti di igiene.
    Io l’ho portato, dando per scontato che la maggior parte delle volte avremmo lavato a mano e asciugato all'aperto il giorno stesso o alla peggio mentre camminavano il giorno dopo.
    Mi sono stupito che in ogni ostello ho trovato almeno una lavatrice e un'asciugatrice. Negli ostelli dove ho pagato di più erano già compresi nel prezzo mentre in tutti gli altri costavano ognuno dalle 2€ alle 4€. In alcuni casi abbiamo usato entrambe mentre in altri abbiamo lavato a mano e usato solo l'asciugatrice (ma occhio a quest’ultimo caso: chiedete alla receptionist se, lavando i vestiti a mano, l'asciugatrice li asciuga bene perché ci è capitato in uno di essi che la potenza dell'asciugatrice fosse troppo bassa, quindi non solo abbiamo speso 4€ per niente ma alla fine i vestiti sono rimasti umidi).



    BAGAGLIO
    Con l’elenco qui sotto ho raggiunto circa 6kg di peso (acqua esclusa) e riempito poco più di 2/3 il mio zaino da 45L (lasciando dello spazio libero nel caso avessi preso durante le tappe qualcosa da mangiare come spuntino).

    Zaino
    Coprizaino impermeabile
    Marsupio
    Sacco a pelo
    Federa per il cuscino
    Poncho
    2 bastoni da trekking
    3 magliette tecniche traspiranti
    Felpa leggera
    Pantalone da trekking convertibile
    3 boxer tecnici traspiranti
    3 paia di calze da trekking (senza cuciture, per evitare vesciche)
    Costume da bagno
    Pantaloncino corto
    Cappellino con visiera
    Fazzoletti (consigliano di portarne tanto. In realtà li ho trovati spesso negli ostelli/bar)
    2 asciugamani in microfibra (uno piccolo e uno grande)
    Scarpe da trekking basse
    Sandali (quelli che si usano per andare in spiaggia, per intenderci)
    Mollette e cordino per stendere i panni
    Sacchetti impermeabili per separare lo sporco dal pulito
    Lucchetto per l’armadietto
    Sacchetti di plastica (per proteggere gli abiti dall’acqua). Ho usato quelli che riducono lo spazio dei vestiti (praticamente tolgono l’aria all’interno del sacchetto riducendo lo spazio persino della metà)
    Spazzolino + mini dentifricio
    Mini deodorante
    Kit vesciche: ago, filo di cotone, disinfettante e cerotti
    Coltellino svizzero
    Prep
    Crema solare
    Burrocacao
    Forbice
    Farmaci (vivin c, tachipirina, benda, cerotti, termometro, voltaren e flaconcino con alcool all’interno).
    Schiuma da barba e rasoio
    Pinzetta per le zecche
    Caricatore da casa+cavo alimentazione
    Retina (nell’eventualità che, durante la giornata di cammino, avessi dovuto asciugare i vestiti lavati il giorno prima)
    Sapone di Marsilia
    Documento d’identità
    Tessera sanitaria
    Bancomat + 200€ in contanti
    2 bottiglie da mezzo litro
    Power bank
    Tappi per le orecchie


    Chiariamo alcuni punti.

    Zaino: non riempite lo zaino di oggetti "per sicurezza"; il Portogallo e la Spagna sono pieni di negozi e supermercati, soprattutto a ogni fine tappa (dove si trovano paesi o piccole città).

    Ho portato due asciugamani in microfibra (uno piccolo per il viso e uno grande per la doccia) anche se alla fine la maggior parte degli ostelli ci ha fornito sia uno che l'altro, quindi sono stati usati veramente poco.

    Viene consigliato di portare anche delle mollette e una corda per stendere i vestiti ad asciugare nel caso non ci fossero stati gli stendini. Personalmente negli ostelli ho trovato sempre gli stendini ma a volte non le mollette (quindi portatevene sempre almeno quattro o cinque). E tanto che ci siete, per sicurezza, anche una corda di un paio di metri.

    Consigliano di portare una torcia o una lampada frontale, ma a meno che voi non abbiate intenzione di partire alle 5:00 del mattino, quindi pre-alba, sarebbe un oggetto inutile. Fate conto che (a maggio) già alle 7:00 abbiamo trovato luce.

    La cosa che mi pesava di più nello zaino erano le medicine. Le ho portate non tanto perché non si trovino farmacie in Spagna e in Portogallo quanto per paura di non riuscire a spiegare cosa mi servisse.

    Scarpe: è un tasto molto dibattuto. Di base si consigliano scarpe da trekking basse (quelle indossate anche da me e dai miei amici). Le scarpe da montagna alte non servono; sono un ulteriore peso e ingombro.
    Però è anche vero che ho visto tante persone fare il cammino con le scarpe da tennis (fattibile) e addirittura qualcuno con le infradito (molto discutibile). In entrambi i casi il piede è sicuramente più a rischio vesciche (c'è capitato di vedere persone con i piedi martoriati). Quindi, dato che prevenire è meglio che bruciarsi il cammino dopo poche tappe, vi consiglio delle scarpe da trekking comode e di una misura in più (questo perché il piede non deve “soffocare”, altrimenti avrete problemi fin dai primi giorni).
    Poi, tutti consigliano di non usarle da nuove perché potreste avere problemi durante il cammino (pesantezza alle gambe, difficoltà a camminare o peggio ancora vesciche) ma di rodarle nelle settimane e mesi precedenti. Io non solo le ho usate per le mie passeggiate pre-cammino ma addirittura per lavorare, così durante il cammino non ho avuto problemi.
    Poi, non appesantitevi lo zaino portandovi scarpe su scarpe. Vi basteranno quelle da trekking (che indosserete durante il cammino) e delle infradito (o dei sandali) da usare sia per la doccia che per camminare in paese (anche perché, giunti a fine tappa, l’ultima cosa che vorrete fare è girare ancora con le scarpe da trekking). Non preoccupatevi di cosa penseranno gli altri: che siano pellegrini o persone del posto, sono tutti abituati a vedere persone in infradito.
    Ho usato infine dei calzini tecnici senza pieghe fatti apposta per limitare sia il sudore che la formazione di vesciche.

    Bastoni da trekking: li ho usati spesso (mentre i miei amici praticamente mai). Questo perché è vero che tante tappe sono con dislivelli minimi (tipo 100m), quindi fattibili anche senza bastoni, ma altri di 400m. Secondo me, meglio portarli (tanto pesano poco) e non usarli che lasciarli a casa e pentirsene.

    Vesciche: a me non sono venute mentre ai miei amici giusto un paio (però non così fastidiose da impedire loro di camminare). Per evitarle e proteggervi consigliano di usare la vaselina o la Prep (è una crema che rinfresca e idrata la pelle) prima di iniziare ogni tappa e alla sua fine.
    Se dovesse spuntarvene una, il metodo classico è ago sterilizzato con filo annesso. Si buca la vescica da parte a parte asciugando il liquido che esce e si disinfetta l'area con l’alcool, lasciando poi il filo all'interno e facendolo spuntare di qualche centimetro da entrambe le parti in modo tale che assorbirà il liquido restante e impedirà alla vescica di riformarsi. Esistono anche cerotti specifici per curarla ma francamente mi è sembrata una soluzione eccessiva (quindi ho portato solo quelli normali).

    Poncho: il tempo in Portogallo e in Spagna a maggio è stato molto variabile e incerto, tanto che si passava da una bella giornata a nuvolosa a pioggia e viceversa in poche ore, quindi qualcosa per proteggere voi stessi e soprattutto il vostro zaino è fondamentale. Vi consiglio di comprare uno di quei poncho che coprono sia voi che lo zaino (costano poco, sono leggeri e potete toglierlo quando volete). A me è capitato di usarlo ed è stato una manna dal cielo.

    Ho portato un pantalone lungo (che diventava corto all’occorrenza), uno corto (per sicurezza) e una felpa per la mattina (in quanto faceva freddo). Poi, tre paia di: mutande, calze e magliette (questo perché un paio lo indossavo durante la tappa e lo lavavo alla sera, uno nel frattempo e il terzo di scorta per ogni evenienza).
    C’è chi consiglia di portare anche i pantaloni e la maglietta termica (nel mese in cui sono stato sarebbe stato eccessivo; c’ho visto giusto).
    Il mio consiglio è di monitorare le temperature di Spagna e Portogallo rispetto all'Italia nei giorni precedenti alla partenza (nel mio caso, c'erano un paio di gradi in meno rispetto all'Italia) in modo da regolarvi di conseguenza.

    Sacco a pelo: qualcuno consiglia di portare il sacco lenzuolo per motivi igienici ma se siete freddolosi come me, sacco a pelo a vita.

    Power bank: vi consiglio di portarvene dietro uno (vi basterà uno da 5000mA che vi ricaricherà una volta il cellulare perché di più sarebbe un peso eccessivo e inutile). Perché torna utile? Perché ad esempio noi in un ostello abbiamo trovato poche prese e talmente lontane dai nostri letti che avremmo dovuto lasciare i nostri telefoni incustoditi. Però, a parte in questa occasione, in tutti gli altri ostelli le prese erano addirittura una sopra ogni letto, a portata di mano.



    INFORMAZIONI GENERICHE
    Fusi orari: ricordatevi che il Portogallo ha un'ora indietro rispetto all'Italia. Quindi, se da noi sono le 12:00, là sono le 11:00. Appena ci si sposta in Spagna l'orario torna lo stesso dell'Italia.

    Sorprese: il bello del cammino portoghese, specialmente in Portogallo, è che ci sono stati pochi pellegrini, quindi è stato tutto più intimo e si percepisce di più l’appartenenza a questa “famiglia” di pellegrini, tanto che quando ci si incrociava o si sorpassava si augurava sempre e con piacere “Buen camino”. Diventava una tale abitudine che spiazzava non essere ricambiati. Questa buona abitudine si perdeva nelle ultime tappe, verso Santiago, forse perché erano molto più affollate e si era più concentrati a raggiungere la meta.
    Poi, mi ha stupito l'educazione dei portoghesi e degli spagnoli, specialmente nei paesini, perché tutti ci salutavano augurandoci “Buen Camino” e, se ci vedevano in difficoltà, si prodigavano ad aiutarci.
    Nel cammino spagnolo invece ci sono molti più pellegrini (specialmente da Tui o da O Porrino in avanti, in quanto da qui c’è il chilometraggio minimo per ottenere la Compostela). Quindi preparatevi, perché da qui in avanti, specialmente al mattino, vi troverete in mezzo a tanti pellegrini che camminano stile processione.
    E ancora, il bello di questo cammino (come sicuramente anche degli altri) verso Santiago è che una persona che magari incontri nella prima tappa la rivedi a volte anche nelle successive o persino a Santiago, in mezzo alla folla.

    Pellegrini: mi aspettavo che a maggio ci sarebbe stata meno gente rispetto a luglio e agosto ma, parlando con chi gestiva gli ostelli, ho scoperto che molti vanno apposta a maggio perché è un mese in cui le temperature sono ancora accettabili.

    Meteo: abbiamo fatto la seconda e la terza settimana di maggio, quindi c'erano temperature già abbastanza alte (ma non così tanto da farci schiattare dal caldo). Per capirci, alla mattina verso le 8:00 c'erano 10° (per cui si usciva con la felpa leggera e i pantaloni lunghi) ma già verso le 11:00 restavamo in maglietta e pantaloncini corti. Per fortuna abbiamo trovato tante giornate in cui faceva caldo ma il cielo era nuvoloso (quindi condizioni perfette). Però in quelle senza nuvole si cuoceva. Senza contare che un giorno ci siamo beccati la pioggia (non forte ma pressante abbastanza da doverci coprire col poncho). Credo che questo sia uno dei periodi migliori in cui farlo perché a luglio e agosto, sotto il sole cocente, farsi ogni giorno 20/30 km dev’essere da spararsi. Ovviamente, portatevi un cappellino perché quando il sole picchia lo sentirete tutto.
    Tra l’altro, per l’appunto, cercando su internet si evince che i periodi migliori sono le mezze stagioni quindi tra metà aprile e metà giugno o dalla fine di agosto ai primi di ottobre. L’inverno è da evitare, sia per il rischio di trovare la neve e la pioggia torrenziale sia perché tante strutture sono chiuse mentre l’estate inoltrata per il caldo eccessivo e l’afflusso ingestibile dei pellegrini.

    Lingua: ciò che mi ha spiazzato di più durante il cammino è stato scoprire come la maggior parte dei baristi, ristoratori e persino receptionist degli ostelli non sapesse l'inglese. Se non fosse stato per il nostro amico che parlava spagnolo e portoghese sarebbe stato veramente difficile interagire con loro. Certo, c’è chi ha ovviato al problema usando Google Translator, ma che sbatti!

    Numeri utili: come in tutti i paesi dell’Unione Europea, il numero di telefono da chiamare in caso di emergenza è il 112.

    Bancomat: a dispetto di ciò che dicono alcuni siti non è vero che si può pagare ovunque col bancomat. In realtà in tanti bar e negozi (e in alcuni ostelli) bisogna pagare in contanti. A volte si può pagare col bancomat ma solo se si superano i 10€. Quindi, mio consiglio: partite almeno con 200€ in contanti per ogni evenienza.
    È vero che ci sono tanti bancomat sul cammino da cui prelevare però ricordatevi che avete le commissioni.

    Allenamento pre-cammino: dato che ho problemi al ginocchio e in generale alle gambe, avevo paura di limitare i miei compagni di viaggio (o addirittura anche di dover rinunciare al cammino a causa dei dolori eccessivi), quindi ho cercato online suggerimenti su come allenarle prima di compierlo.
    Qualcuno consiglia di allenarsi già 3-4 mesi prima della partenza facendo camminate da 4-5km senza pesi sulle spalle per poi aumentare gradualmente il chilometraggio e i chili fino a raggiungere, nelle ultime settimane, il peso effettivo dello zaino che si porterà dietro (che vi ricordo sarà il 10% del vostro peso corporeo) per almeno una decina di chilometri. Ora, assodato che per quante passeggiate possiate fare non saranno mai paragonabili alla fatica di farvi dieci o più giorni no stop a camminare per 20-25-30 km, certo è che partire senza un minimo di preparazione non è il massimo (anche se c'è chi l’ha fatto senza problemi, come i miei compagni di viaggio). Io personalmente sono partito due mesi prima facendo 9 Km con 2 kg di zaino per poi passare, già dopo due settimane, a fare 13km al giorno con 6-7 kg di zaino. Mi è servito? Non lo so, ma certamente male non mi ha fatto.

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