Due premesse, prima di entrare nel vivo del diario.
Innanzitutto, i sentieri che ho compiuto li ho trovati sul sito della Valle d'Aosta (Valle d'Aosta). Ogni sentiero ha una pagina dedicata in cui, tra le altre cose, si può scaricare la traccia gpx (è un file apribile con programmi di cartografia. Io uso l’app di Mapy, la quale, abbinata a connessione internet e gps, fa da navigatore tra le montagne, e non solo).
Seconda cosa: a ogni sentiero ho portato i bastoni da trekking perché, che fosse di dislivello di cento metri o quattrocento, tornano sempre utili (in alcuni casi indispensabili).
Vi consiglio di portarvi anche le ciaspole. Considerate che, a inizio marzo, sopra una certa altezza ho trovato parecchia neve e le ciaspole sarebbero state molto utili. Quindi, prima di fare un sentiero, accertatevi che non ci sia la neve.
Infine, dei sentieri da me recensiti qui sotto vi riporto anche il link alla pagina della Valle d’Aosta da cui estrapolare le informazioni necessarie per compierlo.
Lunedì 02/03/2026
Escursione al villaggio di Chemp
A mezzogiorno arrivo a Nantey per compiere il mio primo sentiero. All'inizio del paese c'è un piccolo parcheggio sotto una tettoia con quattro posti auto. Lascio l’auto lì e poi attraverso il paese trovando infine un’indicazione per il sentiero (e altre successivamente su cartelli gialli con l’indicazione “località Chemp”). In una mezz'oretta di salita non particolarmente impegnativa raggiungo Chemp, il quale è un paesino con quattro case messe in croce ma in compenso ovunque ci sono sculture e poesie incorniciate. Faccio zig zag per il paese in modo da ammirare tutte queste opere.
Pranzo al sacco e infine torno al mio mezzo.
Per la cronaca, in realtà il percorso gpx conduce oltre il paese ma mi limito a seguire le indicazioni del sito della Valle d’Aosta che mi indica Chemp come destinazione finale.
Giudizio: promosso, perché comunque le sculture nel paesino sono un valore aggiunto non indifferente al sentiero (che altrimenti sarebbe un mero sentiero tra i boschi fine a se stesso).
Chemin de la Vallaise e Santuario della Madonna della Guardia
Dato che sono solo le 14.10 decido di compiere un altro sentiero prima di tornare al mio campo base (Nus), quindi raggiungo Perloz.
Parcheggio l'auto in uno dei tanti parcheggi gratuiti che ci sono in paese e poi lo attraverso. Seguendo la traccia gpx m’immetto nel bosco; è tutto un saliscendi fino a che arrivo a Madonna della Guardia (o Notre Dame de La Garde) dove si trova l’omonimo santuario. Quest’ultimo è chiuso.
Mi rilasso un attimo e infine decido di tornare all’auto. Da qui potrei percorrere il sentiero dell’andata ma mi accorgo dal navigatore che c'è anche una strada asfaltata che mi riporta a Perloz, quindi opto per questa in quanto meno faticosa e veloce.
La strada è abbastanza in piano ma ciò che mi ha stupito di più è che c’ho messo circa 15 minuti ad arrivare alla mia auto (contro i cinquanta dell’andata).
Giudizio: col senno di poi l’avrei evitato in quanto alla fine è un normalissimo sentiero in mezzo al bosco che si conclude con una chiesa anonima, la quale si può tranquillamente raggiungere in auto in due minuti da Perloz.
Martedì 03/04/2026
Torille - Lago di Villa
Alle 9:15 arrivo a Torille, vicino a Verres, per compiere il sentiero che mi condurrà al lago di Villa. Trovo un parcheggio nel paese e poi comincio a salire. Il primo tratto è su una strada asfaltata ma successivamente, sempre in salita, diventa sentiero di montagna.
Attenzione: un paio di volte troverete dei bivi con le indicazioni per il lago ma queste sono delle scorciatoie (ma più in pendenza rispetto alla traccia gpx, quindi continuo a seguire quelle del gpx, già faticose di loro).
Attraverso due località (che in realtà sono due case messe in croce) e infine, dopo un’ora e mezza di cammino e l'ultimo tratto pianeggiante, arrivo al lago.
Questo si può girare intorno. Ma, a parte una banchina in legno da cui fare qualche foto, il lago è circondato da piante che limitano la visuale. In più, sappiate che non ci sono panchine, chioschetti o bar. Solo lago e boschi.
Alle 11.20 riparto e alle 12:30 arrivo alla mia auto.
Per la cronaca, al ritorno ho provato a passare per una di quelle scorciatoie citate prima ma ho avuto la conferma che farle all’andata sarebbe stato faticoso perché più impervie e rocciose (ricordano la secca di un fiume).
Giudizio sull’escursione di oggi: mediamente faticosa (essendo il dislivello di circa quattrocento metri) e da fare tassativamente con i bastoni. Il lago in sé è carino ma il fatto che sia circondato da piante penalizza il panorama e le foto. Diciamo che ho visto laghi e paesaggi migliori in Valle d'Aosta.
Mercoledì 04/03/2026
Ozein - Turlin
Considerato che mi fanno un male cane i polpacci, oggi preferisco fare sentieri più soft, quindi con poco dislivello. Così scelgo di fare il sentiero che parte da Ozein.
In auto raggiungo la chiesa del paese dove ci sono alcuni parcheggi. Lascio qui il mezzo e poi inizio a camminare per il sentiero.
Per lo più è in mezzo al bosco ma si passa anche da strade asfaltate.
Dopo un’ora e dieci arrivo a destinazione, Turlin, il quale in realtà sono quattro case messe in croce senza nulla di particolare.
Ammiro per qualche minuto il panorama e infine torno indietro, arrivando alla chiesa di Ozein in circa un’ora.
Tempo di mangiare un paio di panini e poi riparto in auto per compiere un altro sentiero.
Giudizio: diciamo che ciò che spicca durante il sentiero è il paesaggio circostante con le montagne innevate sullo sfondo.
Valore aggiunto è la neve, per cui ci sono degli scorci molto carini da fotografare (ma non è un sentiero che farei in primavera o in estate perché non ha nulla di interessante da offrire).
Plan d'Introd - Ru du Ponton
Alle 13:00 giungo a Plan d’Introd. Faccio prima un giro per il paese andando a visitare la chiesa (la prima in queste ferie che trovo aperta, anche se non vi ho trovato nulla di particolare all’interno). Dopodiché inizio il sentiero vero e proprio.
C’è un primo tratto sull'asfalto ma successivamente diventa sterrato. Peccato che, dopo quaranta minuti di sentiero, ho scoperto che a causa di una frana hanno chiuso il passaggio con delle sbarre, quindi mi tocca tornare indietro.
Peccato che sul sito della Val d'Aosta non avvertissero di questa interruzione, altrimenti avrei evitato di farlo.
Ciò non toglie che sia stata una passeggiata tranquilla e piacevole (dato che è abbastanza in piano).
Giudizio: non posso darlo in quanto il sentiero era chiuso, quindi è stato impossibile raggiungere la meta Però diciamo che è stato soft e per nulla impegnativo, senza lode né infamia.
Giovedì 05/03/2026
Vedun - Jovençan
Raggiungo Vedun alle 10.10 per un nuovo sentiero.
Pochi minuti dopo l’inizio della camminata scopro che non ho la connessione internet, quindi non ho più la mappa gpx del sentiero. Mi accontento di usare il gps.
Il percorso è in salita ma non impegnativo (anche se a questa altitudine c'è la neve e a tratti i miei piedi vi sprofondano).
Proseguo il sentiero costeggiando per un po’ un fiume e poi inizio a salire di quota.
Da un certo punto in avanti il gps non prende più, quindi vado a buon senso prendendo sempre ai bivi la strada in salita e/o più larga ma soprattutto seguendo le impronte nella neve lasciate da chi è passato in precedenza su questo sentiero.
Dopo un'ora di cammino, e aver costeggiato alcune baite isolate, arrivo a un bivio con un cartello di legno con indicazione “Jovençan”. Per fortuna adesso almeno il gps ha ripreso a funzionare mostrandomi di essere sulla strada giusta, quindi proseguo.
Per un lungo tratto costeggio il fiume tenendolo alla mia destra per poi attraversare un ponte, cosicché a quel punto ce l’ho alla sinistra. Infine giungo a Jovençan alle 12:20 (quindi dopo circa due ore da Vedun).
Giro veloce per il paesino circondato da montagne, dopodiché torno alla mia auto.
Giudizio: Al di là di alcune difficoltà che ho avuto nel percorrerlo (specialmente perché non avevo con me le ciaspole), devo ammettere che è stato uno dei percorsi più belli, in quanto le valli e le montagne innevate erano uno spettacolo e il silenzio assoluto un toccasana.
Apro parentesi: mi piacerebbe percorrerlo anche d'estate per fare paragoni tra le due stagioni.
Venerdì 06/03/2026
Saint-Vincent - La Verdettaz lungo il ru de la plaine
Il luogo di partenza per il nuovo sentiero è a Saint-Vincent. Il sito della Valle d'Aosta consiglia di parcheggiare in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto ma, per evitare una sfacchinata inutile su strade asfaltate superflue al fine del sentiero, parto dalla frazione di Violan. Qui, in concomitanza con il sentiero che devo percorrere, trovo due parcheggi gratuiti dove lasciare l'auto (in via Monte Bianco) e dove si trova anche il cartello giallo del sentiero “103 Chatillon”.
Da qui, seguo per una mezz'oretta la strada asfaltata trovando alcuni bivi (per fortuna c’è sempre il cartello con l'indicazione “103 Chatillon”) fino a che a un bivio prendo la strada sterrata in mezzo al bosco.
Attraverso vari paesi (con tanto di panchine dove riposarsi) e un paio di ponti.
Il sentiero in sé è abbastanza pianeggiante, quindi adatto a tutti, e ci sono alcuni scorci panoramici sulla valle che meritano una foto.
In un’oretta arrivo alla meta, ovvero La Verdettaz, la quale in realtà sono quattro case messe in croce. Volendo qui c'è anche l’indicazione per scendere fino a Chatillon in venti minuti. Io preferisco tornare alla mia auto dal sentiero appena compiuto.
Giudizio sul sentiero: piacevole, per niente faticoso e per lo più in mezzo ai boschi con qualche bello scorcio (ma non aspettatevi nulla di spettacolare).
Le vigne e la strada romana
Alle 12:00 arrivo alla mia auto, così decido di compiere un altro sentiero.
In un quarto d'ora arrivo a Le Balmas.
Per la cronaca, giunti a Saint Germain trae in inganno il fatto che la strada per arrivare a Le Balmas sia stretta e sterrata (quasi percorrerla fosse un errore del navigatore). Ma tranquilli, perché subito dopo si allarga ed è la classica strada asfaltata. Comunque, l’attraverso e nel giro di un paio di minuti arrivo in un parcheggio dove lasciare l’auto. Da qui inizio il sentiero vero e proprio.
Compio il tragitto sterrato che costeggia le vigne, il quale offre degli scorci sulla valle, fino ad arrivare al paese di Toffoz.
Da qui è una salita non impegnativa in mezzo al bosco (ma ben venga l’aiuto dei bastoni da trekking) fino a che, dopo un’ora e venti complessivi di cammino, arrivo a destinazione: le Petit-Hoel (la quale non è altro che un piccolo paese fatto di strade strette e case per lo più vecchie, senza l’ombra di una piazza, un bar, un ristorante o una chiesa). Giro per qualche minuto per il paese e poi torno alla mia auto in circa un’ora.
Giudizio: è una passeggiata discretamente tranquilla ma diciamo che la si compie più per la passeggiata in sé che non per la meta (che alla fine non è nulla di che).
Passo poi il resto del pomeriggio in casa per prepararmi alla serata in quanto sono curioso di andare all’osservatorio astronomico, a mezz'ora da Nus.
Quindi vado sul sito officiale (Home - Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d'Aosta), nella sezione “prenotazioni”, e compilo il form per la visita. Il pagamento avverrà in un secondo momento, ovvero quando raggiungerò l'osservatorio.
Per la cronaca, le visite ci sono al venerdì e al sabato, dalle 21:30 alle 23:00 (ma bisogna essere lì almeno mezz'ora prima).
Dato che il tempo parrebbe bello, prenoto e raggiungo alle 21:00 Lignan (occhio perché, giunti in paese, c'è una strada in salita che porta all'osservatorio ma non bisogna prenderla perché l'accesso è vietato. Bisogna invece lasciare l’auto nell’unico parcheggio del paese e poi tornare a piedi sulla strada appena percorsa in auto in quanto a destra, dopo pochi metri, c'è la biglietteria. Qui si paga il biglietto e poi si attende l’inizio dalla visita).
L'addetto mi fa attraversare a piedi la strada vietata alle auto e dopo qualche minuto raggiungiamo l'osservatorio. Oltre le interessanti spiegazioni sull'astronomia osserviamo anche alcune stelle attraverso i telescopi. L'unica accortezza è di vestirsi pesanti (come suggerisce anche il sito) perché siamo comunque a quasi 1700 metri, quindi fa decisamente freddo.
Giudizio: anche se il cielo non è limpido, la visita è stata molto interessante, per cui sono stati 13€ ben spesi.
Sabato 07/03/2026
Lyveroulaz - Fossaz
Nuovo sentiero.
Arrivo alle 10:00 a Lyveroulaz.
Il percorso è tutto sterrato e in mezzo ai boschi con un dislivello accettabile. Alle 10:45 giungo a un bivio: a destra si raggiunge Saint-Nicolas mentre a sinistra si arriva alla meta del sentiero, ovvero alla chiesa parrocchiale di Saint Nicolas. Dopo qualche minuto in salita vi arrivo. Da qui si scorge un bel panorama della valle.
Di fronte alla chiesa c'è una strada asfaltata che conduce, dopo pochi metri, a un bivio: andando a sinistra (ovvero costeggiando la montagna) c’è un breve sentiero sterrato che permette di avere una fantastica visuale sulla chiesa e sulla valle.
Faccio poi un giro per il paese fermandomi in un bar a bere qualcosa e poi, alle 11:50, riparto rifacendo il sentiero al contrario.
Per la cronaca: per l’andata c’ho impiegato circa quaranta minuti mentre per il ritorno una mezz’oretta.
Giudizio sul sentiero: non è faticoso, per lo più lo si compie in mezzo ai boschi e ammetto che la chiesetta con il panorama circostante è un’ottima conclusione. Quindi sentiero promosso a pieni voti.
Moulin - Santuario di Plout
Recuperata l’auto, giungo alle 13:25 all'inizio del secondo sentiero che vorrei compiere oggi, quindi arrivo nella frazione di Troil, vicino a Saint-Marcel. Lascio l’auto nell'unico parcheggio del paese (dove ci stanno giusto otto auto) e da lì parto a camminare.
Il sentiero è tutto in salita, sempre in mezzo ai boschi e la sua particolarità è che ci sono delle installazioni di rame raffiguranti oggetti o persone con tanto di poesie scritte su dei cerchi blu (peccato che alcune siano rovinate o assenti).
Comunque, alle 14:10 arrivo a Plout.
Il paese spicca per la chiesa, la quale merita una foto (peccato che sia chiusa, quindi non so come sia l'interno).
Mi siedo in una delle panchine davanti alla chiesa e poco dopo riprendo il sentiero a ritroso, in modo da tornare alla mia auto.
In mezz’oretta vi giungo.
Giudizio: è il tipico sentiero tra le montagne con alcuni scorci panoramici (anche se in queste ferie ne ho visti di più belli, ad esempio quello del precedente sentiero compiuto oggi). Tra l’altro, peccato per le installazioni rovinate; sarebbero state un valore aggiunto.
Però ho apprezzato la chiesa (anche se è più d'impatto quella del precedente sentiero, soprattutto per il panorama circostante).
Domenica 08/03/2026
Dall'orrido di Guillemore al villaggio di Farettaz
Ultimo giorno di ferie. Ma prima di tornarmene a casa decido di fare un ultimo sentiero, così raggiungo Farettaz.
In paese ci sono un paio di parcheggi, così lascio l'auto in quello più vicino all'inizio del sentiero. Da qui parto a camminare.
Pensavo sarebbe stato un sentiero semplice invece ho trovato qualche criticità, più che altro perché, essendo marzo, ci sono foglie a terra ovunque, quindi in più punti, non trovando il sentiero giusto in quanto coperto dalle foglie, ho fatto involontariamente delle deviazioni. Per fortuna la traccia gpx mi ha salvato più e più volte (anche se ammetto che il tracciato rosso da seguire su Mappy è ingannevole, quindi consiglio di seguire quello nero. Per fortuna ho trovato dei cerchi rossi fatti con lo spray sugli alberi o dei piccoli cartelli con scritto “sentieri di Lys” che indicavano la direzione da seguire).
Ammetto che sia un bel sentiero in quanto selvaggio e immerso nella natura (più di altri che ho compiuto in questa vacanza).
In cinquanta minuti raggiungo il paese di Planaz. Lo attraverso fino a ricongiungermi al sentiero dove c'è il cartello che indica le gole (per la cronaca, volendo potreste arrivare fin qui in auto e fare solo l'ultimo tratto di sentiero, il quale si compie in circa venti minuti).
Comunque, percorro l’ultimo tratto e infine arrivo all'orrido. Onestamente ho visto di meglio, però almeno offre qualcosa di particolare rispetto ai paesini diroccati senza nessuna attrattiva raggiunti negli scorsi giorni.
Pranzo al sacco e poi torno sui miei passi. Destinazione mia auto.
Vi giungo seguendo non il tracciato rosso ma quello nero e ammetto che ho visto giusto: è meno faticoso, più facile da seguire rispetto all’altro, ben segnato (con delle frecce gialle) e segue la mulattiera tenendola alla sinistra.
Giunto all’auto, riparto perché ormai le mie ferie sono terminate.
Giudizio: la camminata in sé è carina (perché comunque è perennemente immersa nel bosco) però le gole sono state una delusione, soprattutto perché le foto sul sito della Valle d'Aosta sono ingannevoli: nella realtà s’intravedono appena perché si è troppo in alto per ammirarle appieno. Diciamo che ne ho viste di migliori.











