Il Principato d'Albania fu l'unico paese dei Balcani che nel XV secolo resistette - per ben più di due decenni - agli attacchi degli Ottomani. L'Albania fu divisa in piccoli principati autonomi sottoposti per quattro secoli e mezzo alla sovranità dell'Impero ottomano. È tra i Paesi emergenti d'Europa e, grazie alle numerose bellezze storiche e naturali, tra le nuove mete turistiche della Penisola balcanica e del bacino del Mediterraneo.
30 MAGGIO
Con un volo WIZZAIR arriviamo in serata a Tirana e alloggiamo al TIRANA INTERNATIONAL HOTEL dove incontriamo la tour-leader Monica e la guida locale “Monika” omonima ma…..con la “k”!!!
Non abbiamo la cena ma un discreto pasto servito in camera…..
31 MAGGIO
TIRANA
Tirana, testimone di un lunghissimo periodo storico di dolore e chiusura al mondo, oggi capitale vibrante di un Paese in movimento verso l'Europa. La vivace capitale dell'Albania, è oggi una città in continua evoluzione, ricca di storia, colori e un'energia contagiosa.
Dopo colazione inizia la visita alla città.
Tirana, la moderna capitale con i suoi iconici grattacieli creati da architetti di fama mondiale.
Si parte da:
Piazza Scanderbeg
Dominata dalla grande statua dedicata all'eroe albanese Scanderbeg che sconfisse gli Ottomani, questa piazza per molti anni è stata palcoscenico del regime comunista.
Sulla piazza affacciano alcuni palazzi istituzionali, tra cui il municipio. Nella parte più alta c'è una fontana e l'acqua scivolando lungo i piani fa brillare i colori della pavimentazione in pietra. Nella parte orientale, invece, sorge il minareto di una delle moschee più antiche della città, ritenuta uno dei più importanti monumenti culturali, il che le ha risparmiato la distruzione ad opera del regime comunista alla fine degli anni Sessanta.
Vediamo poi il Parlamento e il Museo Nazionale.
In Albania e a Tirana sono moltissimi i bunker costruiti durante la dittatura di
Hoxha come rifugi antiatomici oggi attrazione turistica. Vediamo l’ingresso del Bunk’Art2.
La torre dell’orologio
Considerata uno dei principali simboli della città, la Torre dell'Orologio, conosciuta anche come Kulla e Sahatit e visibile da quasi ovunque, si trova nelle immediate vicinanze di Piazza Scanderbeg e della moschea di Et'hem Bey. La sua costruzione iniziata nel 1821 è terminata grazie all'aiuto economico offerto dalle famiglie più facoltose di Tirana. Fa parte infatti della tradizione musulmana l'usanza che prevede che le famiglie più ricche riservino la decima parte dei loro guadagni annuali al finanziamento di opere pubbliche o di beneficenza. Come modifica al progetto originale, la Torre venne ulteriormente aumentata in altezza di 35 metri nel 1928 e sulla cima venne installato l'orologio proveniente dalla Germania.
Moschea Et'Hem Bey
Considerato il luogo di culto islamico più bello di tutta l'Albania, la moschea Et'hem Bey risale al periodo 1794-1821 ed è uno degli edifici meglio conservati del Paese.
Caratterizzata da una tipica architettura ottomana, ha uno stile unico che si può ammirare nella torre e nella cupola, oltre che nei fini decori presenti all'esterno e all'interno, dove figurano rappresentazioni di paesaggi ed elementi naturali, inusuali nell'arte islamica. Durante il periodo comunista rimase chiusa per anni, per essere riaperta (senza autorizzazione), nel 1991, da una folla di persone "armate" di bandiere dell'Albania: questo gesto di protesta fu il preludio alla caduta del regime comunista.
Visitiamo la
Piramide
La Piramide di Tirana è una strana costruzione ideata come museo celebrativo di Enver Hoxha, il leader storico dell'Albania comunista. La struttura è stata co-progettata dalla figlia di Hoxha, Pranvera, e dal genero, Klement Kolaneci, insieme a Pirro Vaso e Vladimir Bregu e, al tempo della sua costruzione, era considerato l'edificio più costoso mai costruito in Albania! Salire le sue scale è un’impresa da pochi! Nel 1991, a seguito al crollo del comunismo in Albania, il museo è diventato un centro congressi intitolato a Pjeter Arbnori per poi esser utilizzato come base NATO durante la guerra del Kosovo. Dal 2001 una parte della Piramide è stata utilizzata come centro di trasmissione da Top Channel e Top Albania Radio.
Ora una visita inquietante….
Bunk'Art 1
Essendo 5 km Fuori città, si raggiunge con il nostro bus.
Inizialmente venne costruito negli anni ’70 come rifugio antiatomico per Enver Hoxha e i principali leader del regime socialista albanese. Hoxha aveva una profonda preoccupazione riguardo alla possibilità di un attacco da parte dei paesi confinanti, motivo per cui aveva fatto erigere oltre 173.000 bunker difensivi in Albania. Si sviluppa su cinque piani sotterranei e comprende 300 stanze, occupando un totale di tremila metri quadri. Con 106 stanze tra cui quelle del dittatore, oggi si può seguire un percorso museale che racconta la storia dell'esercito albanese e gli aspetti della vita quotidiana durante la dittatura.
All’interno si trova una selezione di oggetti provenienti dal bunker originale, accompagnati da dettagliate spiegazioni sul suo funzionamento. Tra le sale più significative, c’è quella dedicata ai membri dell’assemblea del popolo, che doveva fungere da autentico parlamento, e le stanze private di Hoxha e di altri leader del regime. Altre stanze sono state allestite con opere d’arte o esposizioni che narrano la storia dell’esercito comunista albanese e la vita del popolo. Inoltre, il museo ospita eventi culturali, come mostre, concerti e rappresentazioni teatrali.
Una statua in bronzo di Joseph Stalin si intravede all'interno delle mura di una villa governativa, un tempo residenza dell'ex primo ministro comunista Mehmet Shehu, nell'ex quartiere di Block
Dopo il pranzo diamo uno sguardo a
Il Blloku di Tirana: il famoso quartiere alla Moda
Oggi, molte delle residenze che un tempo appartenevano ai gerarchi nel quartiere Blloku di Tirana sono state trasformate in locali alla moda, discoteche. Quello che era un tempo un’area riservata e inaccessibile è ora diventato il fulcro della vita notturna e sociale di Tirana.
Lungo “RRUGA MURAT TOPTANI” si trovano le mura della fortezza di GIUSTINIANO, alte oltre sei metri, ultimi resti di un castello di epoca bizantina. Purtroppo con presenza non solo di ristoranti e bar, ma si vedono chiari i segni di restauri devastanti: addirittura ho visto tracce di alluminio e di cemento. Praticamente non hanno nemmeno cercato di mascherare questi interventi usando delle tecniche dei materiali che più o meno si avvicinassero al a quelli usati in epoca bizantina.
Vediamo poi il Parlamento e la
Cattedrale della Resurrezione
La Cattedrale ortodossa originale di Tirana risale al 1865, ma venne distrutta
per lasciare spazio alla costruzione dell'Hotel International. Venne così
ricostruita nel 2011 e consacrata il 24 giugno 2012 in occasione dell'anniversario
della consacrazione dell'Arcivescovo Anastasio Primate di Albania.
Incontriamo poi la ex casa di Enver Hoxha, diventata nell'aprile 2025, quaranta anni dopo la morte del dittatore comunista, una residenza per artisti con un programma ricco di eventi e dibattiti che esplorano il passato e il presente del luogo.
Importante è anche la
Grande Moschea di Tirana
E’ la più grande nei Balcani. Questa grandiosa struttura è stata inaugurata a Tirana, in Albania, il 10 ottobre 2024, dopo un periodo di costruzione durato un decennio.
Ci aspetta la cena.
1 GIUGNO
Partiamo per Croia distante circa 20 km.
CROIA (Kruja)
Arriviamo a Croia.
Il nome della città deriva dalla parola albanese “krua”,che significa sorgente o fonte: era infatti la città delle fonti, essendo situata nei pressi delle montagne e ricca di sorgenti.
Croia ha diversi luoghi di attrazione turistica come la cittadella con i suoi vecchi bazar oggi restaurati.
E’ famosa per essere la città natale di Giorgio Castriota Scanderbeg, eroe nazionale Nell’aprile del 1450 il castello di Croia resistette a cinque mesi di assedio dei turchi, innescando una ventata d’euforia nel mondo cristiano preoccupato per all’avanzata turca in quel periodo. Questa città grazie a Scanderbeg venne difesa per 25 anni di seguito!
Era abitata dall'antica tribù illirica degli Albani, assoggettata dai Romani nel III secolo a.C. Nel 1190 divenne la capitale del Principato di Arbër e successivamente la capitale del Regno d'Albania. All'inizio del XV secolo fu conquistata dall'Impero ottomano, poi riconquistata nel 1443 da Skanderbeg, eroe nazionale, leader della Lega di Alessio, che la difese con successo contro tre assedi ottomani fino alla sua morte nel 1468.
Principe, combattente, eroe nazionale: Giorgio Castriota Scanderbeg per l'Albania è una delle personalità più influenti nella storia e nella memoria collettiva della "terra delle aquile".
Una curiosità:
SKANDERBERG A NAPOLI!
Verso la metà del XIV secolo iniziò l’esodo del popolo albanese verso la Puglia. Molti nobili albanesi, per sfuggire allo sterminio, ripararono in Italia.
Per merito del grande condottiero, il sogno dei Sultani di estendere il dominio islamico sino a Roma svanì.
Giorgio Castriota Scanderbeg morì di malaria il 17 gennaio 1468; suo erede fu Giovanni, il figlio avuto dalla moglie Marina Donica Arianiti.
Il fanciullo con la madre si rifugiò a Napoli, dove fu ospitato da re Ferdinando d’Aragona, figlio di Alfonso, ed ebbe in dono il castello di Gagliano in Terra d'Otranto.
Divenuto adulto, il principe d'Albania, considerato un leone dell'aristocrazia napoletana, fu l'amante delle due regine "tristi"; dopo aver "consolato" la regina Giovanna III, fu ammaliato dalle grazie di sua figlia, la regina Giovanna IV, vedova di Ferrantino (Ferrante II d'Aragona).
Per tener segreta la relazione, i due amanti si incontravano nel castello di Somma Vesuviana, l'isolata residenza della giovane sovrana alle falde del Vesuvio, lontano dalla madre che viveva a Castel Capuano.
Nel castello di Somma Vesuviana avevano luogo i loro famosi conviti, noti all'epoca come "amore, feste ed armi".
Un altro Giorgio fu tesoriere di Alfonso I Piccolomini duca di Amalfi ed ottenne la cittadinanza napoletana nel 1513
In via Costantinopoli a Napoli si erge il palazzo dei Castriota o palazzo del Tufo è un edificio di valore storico e costituisce un bell'esempio di architettura rinascimentale e barocca.
Visitiamo il
CASTELLO
Fu costruito nel IV e V secolo DC sui resti di un precedente insediamento illirico del III secolo a.C.
E’ stato assediato per quattro volte dall’esercito ottomano.
Durante il quarto assedio il Castello di Croia cadde nelle mani turche, dieci anni dopo la morte del principe guerriero Skanderbeg.
Ospita il museo dedicato a Scanderbeg con documenti vari, dipinti e oggetti dell’epoca. Più che esporre reperti costruisce un discorso retorico attorno all’ eroe.
Nella sala principale si trovano copie dell’elmo e della spada del condottiero.
(gli originali si trovano a Vienna) Immancabili le foto ricordo, di cui una mentre firmo il registro dei visitatori.
Non possiamo perderci il
BAZAR
Il bazar di Croia è il cuore della cittadina stessa. Si sviluppa tra le sue stradine acciottolate in maniera molto composta ed ordinata, dando luogo ad un’atmosfera unica e particolarmente affascinante. E’costituito da una serie di piccole botteghe che vendono un po’ di tutto: dai cimeli di guerra ai classici souvenir molto kitsch, fino ad arrivare a interessanti prodotti di artigianato locale, come ceramiche, tappeti, utensili in legno e gioielli in argento.
Dopo il pranzo ci dirigiamo verso una cantina sociale per una degustazione di vini locali……..e Raki! Questa cantina, gestita da esperti vinificatori, si dedica alla produzione di vini pregiati utilizzando varietà di uve autoctone, coltivate con cura e attenzione alla sostenibilità. La nostra guida Monika ci illustra le tre varietà di vino servite. Finale con un buon RAKI!!!!!
IL RAKI!!!!
Il Raki è un distillato aromatizzato all’anice, originario della Turchia, e rappresenta la bevanda nazionale del paese, spesso conosciuto come “latte di leone” per il suo aspetto lattiginoso quando viene mescolato con acqua
L'omonima grappa bianca greca e albanese è invece un distillato puro di vinaccia ad alta gradazione alcolica.
Rientriamo a Tirana per la cena.
2 GIUGNO
Partiamo per Berat distante circa 30 km.
BERAT
La storia di Berat risale a tempi antichi, con evidenze dell'insediamento umano risalenti al periodo paleolitico. Fondata dai romani nel III secolo a.C., la città ha attraversato epoche di dominazione bizantina, slava e serba prima di cadere sotto l'influenza dell'Impero Ottomano nel XV secolo. La sua posizione strategica lungo la Via Egnatia, l'antica strada romana che collegava Bisanzio con l'Adriatico, ha contribuito alla sua importanza storica. Detta anche “LA CITTA’ DALLE MILLE FINESTRE” per le case caratteristiche con le loro facciate colorate e le finestre a bovindo che si affacciano sul fiume e che creano un'immagine pittoresca e affascinante.
Visitiamo il
Il castello
Il Castello di Berat, chiamato Kala, è una testimonianza imponente della storia dell'Albania, e domina con maestosità la città dalle sue alture. Risale all'epoca bizantina, e la sua imponente presenza racconta storie di difese coraggiose e di evoluzioni architettoniche. Le mura massicce, che si ergono per proteggere la città vecchia, sono un intricato mosaico di pietra bianca che si fonde armoniosamente con il paesaggio circostante. Al suo interno, il castello ospita una serie di edifici storici, tra cui la Chiesa della Dormizione di Santa Maria che testimonia l'influenza della cultura bizantina.
Camminare tra le stradine lastricate del Castello con vista mozzafiato sulla città e sul fiume Osum sottostante, offre una prospettiva unica sulla storia affascinante di questa città dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
Visitiamo la
Chiesa della Dormizione della Vergine
La chiesa che si è salvata dall’abbandono nel periodo comunista, è a pianta basilicale con tre navate, naos, nartece e le panche intarsiate. Oltre alla splendida iconostasi in legno con rifiniture in oro, realizzata nel 1797, su un precedente luogo di culto del X secolo, ospita il
Museo Iconografico “Onufri”
Onufri fu un arciprete di Elbasan, cittadina nel cuore del paese, e il più importante pittore di affreschi e icone ortodosse nella prima era post-bizantina in Albania.
Formatosi a Venezia , infuse nella pittura di icone albanesi il clima artistico del Rinascimento italiano Fondò una scuola di pittura a Berat ed estese la sua influenza fino a Kastoria in Macedonia. Le sue opere rivelano un grande grado di originalità e combinano ecclesiasticamente elementi post-bizantini e gotici. Le opere di Onufri hanno svolto un ruolo decisivo nelle tendenze dell'arte albanese, fino al XIX secolo.
In città è presente una sua statua.
Ospitato dal 1986 all’interno della Chiesa della Dormizione della Vergine, l’interessante museo espone circa 200 opere d’arte tra cui icone ed oggetti liturgici risalenti al periodo che va dal XIV al XX secolo. Il pezzo forte della preziosa collezione è l’iconostasi della chiesa, realizzata nei primi anni dell’800 e considerata un capolavoro della scultura lignea albanese. Tra le varie opere d’arte troviamo capolavori di famosi pittori iconografi albanesi come Onufri, Kostandin Shpataraku e la famiglia dei maestri Çetiri con Gjergji, Johani, Nikolla e Naum.
All'interno, le sale espongono una straordinaria collezione di icone e oggetti liturgici, con le opere di Onufri che emergono come i gioielli della corona. Le icone, caratterizzate da colori vividi e dettagli raffinati, narrano storie di fede e spiritualità.
Il Codice Purpureo di Berat, (un evangeliario in lingua greca del 550) ed il Codice Dorato di Anthimos furono scoperti sotto il pavimento dell’abside il 12 agosto 1968, all’interno di una piccola scatola di metallo nascosta nella cripta. Essi sono anche noti come il “Codex Purpureus Beratinus” del Sesto secolo dC, ed il “Codex Aureus Anthimi” del Nono secolo dC, o come i Codici di Berat. Sono monumenti di cultura e civiltà, e genuine enciclopedie del pensiero cristiano. I due codici Berat sono elencati nell’elenco delle opere più importanti dell’umanità, noto come “Memoire du Monde” sotto la protezione dell’Unesco.
Il percorso attraverso il museo offre una prospettiva unica sull'evoluzione dell'arte religiosa albanese nel corso dei secoli, offrendo ai visitatori un'opportunità di immergersi nelle radici culturali e artistiche di questa affascinante città. Una visita molto interessante.
Dopo il pranzo in un caratteristico locale, dove stringo amicizia con lo chef Adriano, squisita persona, con cui faccio una simpatica chiacchierata, partiamo per Argirocastro. Ci attendono 107 km.
Argirocastro è una città che incanta con la sua storia millenaria e la sua ricca diversità culturale.
Questa antica città, costruita su una collina che domina la vallata tra i monti Mali e il fiume Drino, è un vero e proprio museo a cielo aperto. Conosciuta come la "fortezza argentata" per il suo nome greco, Argirocastro ("argiro è parente dell'italiano "argento"), è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Le sue strade acciottolate, le case in pietra con tetti in ardesia e i suoi edifici storici raccontano storie di epoche passate, dove culture diverse come quella greca, romana, bizantina, turca e albanese si sono incontrate e fuse.
L'era comunista trasformò Argirocastro in un polo industriale e commerciale, elevandola allo status di città-museo, in parte grazie al fatto che era il luogo di nascita di Enver Hoxha, il dittatore albanese. La sua casa natale divenne un museo e un simbolo del culto della personalità di Hoxha.
Arrivati in città con un piccolo bus ci rechiamo, percorrendo ripide stradine, al Kerculla Resort, arroccato maestosamente sulla cima della storica città di Argirocastro, offre un'esperienza impareggiabile a chi cerca lusso, comfort e panorami mozzafiato.
Grazie alla sua posizione elevata, il Kerculla Resort vanta viste panoramiche sugli affascinanti tetti in pietra di, sull'iconico castello e sulla bellezza selvaggia delle montagne circostanti. Che si tratti di ammirare una serena alba o un tramonto incantevole, il panorama qui lascia senza fiato. La camera è favolosa come tutta la struttura che offre anche piscine!
Dopo il pranzo prima visita:
IL BAZAR
Chiamato dai locali “Qafa e Pazarit”, costituisce il centro della Città Vecchia e la sua storia risale al 17°secolo. Di quel periodo è rimasto poco visto che a causa di un incendio nel XIX secolo fu distrutto. È stato in seguito ricostruito seguendo uno stile uguale per tutte le case, a 2 o 3 piani, così da renderlo omogeneo e pittoresco.
Si dovette adattare alle strade in pendenza rendendolo piuttosto unico. E’ molto ben conservato e vi si trovano negozi di souvenir, ristoranti e bar e sono rimasti pochi artigiani incluso un forno di 300 anni in cui comprare eccellenti burek. Compro la bandiera da aggiungere alle tante che posseggo. Incontriamo un gelataio che abilmente scherza nel confezionare un cono! Già visto uno simile ad Istànbul!
Io e Giovanna lo apprezziamo molto!
Assistiamo alla tostatura del caffè albanese in strada preparato con un cilindro a manovella inserito in una piccola fornace a pavimento! Molto caratteristico e molto buono!!!!
Ci spostiamo alla
Casa Skenduli
Tutto è assolutamente originale e si tratta dell'edificio più autentico di Argirokàstro risalente a oltre 300 anni fa. Durante il periodo comunista, ospitava il Museo Etnografico. Ora che la casa è tornata al suo legittimo proprietario, è aperta ai visitatori.
Cosa rende la casa di Skenduli così speciale? La sua struttura dimostra che si trattava di una delle case più ricche di Argirocastro, poiché possedeva 9 camini (più camini aveva la famiglia, più ricca era); 6 bagni, 12 stanze, 44 porte, 64 finestre e 4 hammam (bagni turchi).
Molte stanze sono conservate nella loro forma originale, ed è davvero sorprendente. Anche le mura fortificate esterne, alte 17 metri, sono originali.
Unico neo un fabbricato fatiscente nelle vicinanze…….
Visitiamo il
Castello
Il castello domina la città di Argirocastro e gode di una posizione di notevole importanza strategica lungo la valle del fiume. La cittadella fortificata è stata costruita intorno al XII secolo. Lavori di ristrutturazione sono stati compiuti da Ali Pasha di Tepelenë dopo il 1812. Il governo di Zog I di Albania ampliò la prigione del castello nel 1932. Le prigioni del castello hanno inoltre ospitato numerosi prigionieri politici durante il regime comunista.
Il castello ha cinque di cui una con orologio, una chiesa, una cisterna, e molti altri punti di interesse, come vecchi armamenti della seconda guerra mondiale e la carcassa di un aereo.
Camminando sui bastioni, notiamo la carcassa di un aereo americano: il Lockheed T-33. La storia ufficiale narra che nel 1957 l’aereo ebbe problemi tecnici e fu costretto ad atterrare a Rinas. Fu poi trasportato qui come trofeo della vittoria contro lo “spionaggio imperialista”.
A sera una cena eccezionale come eccezionale è il Resort che ci ospita!
Ad Argirocastro è il rumore dei passi sui ciottoli delle strade: pietre grandi, lucide, consumate, che obbligano a camminare con calma. La città vecchia sta appoggiata alla collina come una gradinata, con tetti in ardesia e case-fortezza che sembrano guardare la valle del Drino. A fine pomeriggio la luce entra di taglio nei vicoli e capisci perché qui la pietra non è solo un materiale: è un modo di vivere.
4 GIUGNO
Partiamo per Butrinto distante 85,8 km. Piove!!!
BUTRINTO
In origine era una città della storica regione dell'Epiro.
In effetti qui sono arrivati o si sono mossi in tanti: abitata fin dalla preistoria, è stata il sito di una colonia greca, una città romana e un vescovato. Dopo un periodo di prosperità sotto l’amministrazione bizantina e dopo una breve occupazione da parte dei Veneziani, la città fu abbandonata nel tardo medioevo dopo che si erano formate paludi nella zona. L’attuale sito archeologico è un insieme di reperti che documentano ogni periodo nello sviluppo del luogo.
Da vedere c’è davvero molto. Dal santuario del IV secolo a.C. (6) dedicato al dio della medicina Asclepio al Teatro antico (5), costruzione del III secolo a.C. ,adattato in seguito in stile romano e dotato di un palcoscenico; e poi le immancabili Terme del II secolo d.C., il Foro, il Ginnasio forse un tempio pagano successivamente trasformato in chiesa, la villa romana trasformata nel V secolo in un edificio con una sala da pranzo di forma triangolare; il Battistero (4) di inizio VI secolo con il pavimento rivestito di mosaici; la fontana del II secolo dedicata alle Ninfe;(8) la grande Basilica del periodo paleocristiano costruita nel VI secolo. Si trovano quindi le mura con la Porta del Lago (9), un perfetto ingresso ellenistico del IV secolo a.C.; la Porta del Leone (10), un altro accesso ricostruito durante il Medioevo, l’acropoli (12) costruita sulla collina con tracce risalenti al VII secolo.
I resti archeologici più antichi datano ad un periodo compreso fra il XIII e XII secolo a.C. . L'insediamento originario probabilmente mercanteggiava con Corfù e aveva una fortezza ed un santuario. Butrinto si trovava in una posizione strategicamente importante a causa dell'accesso allo stretto di Corfù. Dal IV secolo a.C. crebbe in importanza e comprendeva un teatro, un tempio ad Asclepio ed un'agorà.
Enea che incontra Andromaca a Butrinto, di Wenceslaus Hollar
Le fortificazioni testimoniano le diverse fasi della loro costruzione dal tempo della colonia greca fino al Medioevo.
Il più interessante monumento greco antico è il Teatro che è abbastanza ben conservato. La principale testimonianza dell'era paleocristiana è il Battistero, un antico monumento romano adattato alle esigenze culturali del cristianesimo e il cui pavimento ha una bellissima decorazione a mosaico.
La basilica paleocristiana fu ricostruita nel IX secolo e le rovine sono sufficientemente ben conservate per consentire l’analisi della struttura (tre navate con transetto e un’abside poligonale esterna).
Si ritiene che il battistero sia stato costruito intorno al 550-570 d.C. Il mosaico è di pregevole fattura. La decorazione del pavimento è composta da sette fasce che circondano il fonte battesimale al centro, le quali insieme formano l'otto, numero cristiano che simboleggia la salvezza e l'eternità.
Due delle fasce sono composte da semplici medaglioni intrecciati, le altre contengono dischi con animali a quattro zampe, numerosi uccelli acquatici e pesci, per un totale di 69, e tutti i simboli associati al battesimo.
Una interessante visita:
IL MUSEO ARCHEOLOGICO
Fu aperto nel 1938. Fu riaperto negli anni '1950-'1960 nei locali del Castello all'interno dell'acropoli della città antica. Contiene i reperti archeologici greco-romani della Missione archeologica italiana del periodo tra le due guerre mondiali (1928-1940), guidata da Luigi Maria Ugolini.
Gli scavi sistematici a Butrinto da parte di archeologi albanesi durante gli anni 1960-1980 hanno aumentato significativamente il numero di oggetti presentati in questo museo. Il museo ha subito diverse ricostruzioni e nel 1988 ha assunto una forma più completa, presentando la storia secolare dell'antica città. Il museo è stato chiuso dal 1991 al 2005. I primi anni '1990 e in particolare il 1997 sono stati fatali, poiché alcuni degli oggetti sono stati rubati dai locali del museo. Tuttavia, l'edificio del museo ha continuato a essere utilizzato durante questo periodo dagli archeologi che hanno conservato i reperti degli scavi archeologici nei locali. Nell'estate del 2005, il museo è stato ristrutturato e arricchito con reperti archeologici provenienti dagli scavi del progetto congiunto dell'Istituto di archeologia e della Fondazione Butrint a partire dal 1994.
Il tesoro più importante è la Dea di Butrinto, la testa di una giovane donna: quella esposta nel museo è la copia dell’originale che si trova nel Museo Archeologico di Tirana.
ENEA CHE INCONTRA ANDROMACA A BUTRINTO
Di Wenceslaus Hollar.
E’ stato un incisore e acquafortista ceco. Visse nel XVII secolo: nato a Praga, lavorò soprattutto a Londra.
Partiamo per VALONA distante 128 km. Pranziamo durante il percorso.
Sosta a Zvernec.
ZVERNEC
Zvërnec è un'isola all'interno della laguna di Narta nell'area del comune di Valona. È collegata all'omonimo villaggio da un ponticello in legno lungo circa 270 metri. L'isola, lunga circa 430 metri con una larghezza di circa 300 metri, è in larga parte ricoperta da alti pini ed è appena ad est di un'isola molto più piccola. Ospita un monastero bizantino, che è una nota meta turistica.
Nel momento in cui metti piede sul lungo ponte che conduce all’isola di, qualcosa cambia. Il suono dei tuoi passi sul legno, l’acqua immobile ai lati e il silenzio che ti circonda creano una sensazione di calma difficile da descrivere.
Alla fine del ponte ecco il
MONASTERO DI SANTA MARIA
Questo monastero, costruito tra il XIII e il XIV secolo durante il periodo bizantino, è uno dei monumenti culturali e religiosi più importanti della zona. Per secoli è stato un luogo di riflessione e ritiro spirituale, sopravvivendo a diverse epoche storiche mantenendo il suo carattere pacifico. Oggi, oltre che essere una bellissima attrazione turistica, è un centro religioso molto importante per il distretto di Valona, particolarmente frequentato il 14 e il 15 agosto, in occasione della festa ortodossa dell’Assunzione. All’esterno dell’edificio vi sono i resti di un antico cimitero, le cui iscrizioni in lingua greca fanno pensare che sia stato popolato da donne, forse delle martiri religiose.
Proseguiamo per Valona distante 128 km.
Alloggiamo all’Hotel Partner.
VALONA
Valona è una delle città più antiche dell'Albania e d'Europa.
Fu fondata attorno al VI secolo a.C. con il nome di Aulona. La città fu un importante porto dell'Impero romano, quando faceva parte della provincia dell'Epiro.
La città, che gode di una vista invidiabile sul Golfo omonimo, è considerata la frontiera tra il Mar Adriatico e il Mar Ionio.
Visitiamo
IL CENTRO STORICO E I LUOGHI SIMBOLO DELLA CITTÀ
Piazza della Bandiera (Sheshi i Flamurit) è il cuore storico e simbolico di Valona.
Qui si trova il Monumento all’Indipendenza, dedicato alla proclamazione dell’indipendenza albanese nel 1912.
La moschea Muradie (in lingua albanese: Xhamia e Muradie)
Venne ottenuta apportando modifiche a una chiesa bizantina preesistente, durante la dominazione ottomana. Il celebre architetto Sinān è infatti l'autore dell'aggiunta del minareto datata 1537. Rientra nei monumenti culturali religiosi dell'Albania.
La moschea prende il nome dal sultano ottomano Murad II, sotto il cui regno fu costruita. La sua struttura mostra una combinazione di influenze islamiche e ottomane, con dettagli decorativi e design eleganti. La facciata della moschea è caratterizzata da un grande arco d’ingresso in pietra, decorato con dettagli geometrici e calligrafia araba. Purtroppo oggi è chiusa……Peccato!
Dopo pranzo proseguiamo per il sito archeologico di Apollonia distante 35 km.
APOLLONIA
Abitata inizialmente dai taulanti, la città fu poi rifondata nel VI secolo a.C. come colonia dai dori di Corcira e Corinto. Occupata da Pirro, la città si consegnò poi alla Repubblica romana nel 299 a.C., insieme a Corcira ed Epidamno.
Aristotele considerò Apollonia come un importante esempio di oligarchia, poiché i discendenti dei coloni greci controllavano la città, e la numerosa popolazione era per la la maggior parte di origine Illirica.
Con la fine dell'antichità la città ridusse sempre più la sua popolazione, ospitando una piccola comunità di Cristiani che nel XIII secolo costruì sopra la collina, che faceva parte probabilmente della vecchia città, il monastero di Ardenica intorno alla chiesa di Santa Maria di culto ortodosso dedicata a Maria, la madre di Gesù.
Esploriamo le rovine delle sue imponenti mura e dei templi maestosi, immersi in un’oasi verdeggiante tra il mare Adriatico e le montagne albanesi.
BOULETERION, chiamato anche Monumento degli Agonoteti,
Simbolo di Apollonia è la suggestiva facciata del Bouleterion, chiamato anche Monumento degli Agonoteti, che risale al II secolo in quanto sede delle riunioni del Consiglio della città e dell’esercizio della giustizia, era il luogo più importante della città. Tuttora in discreto stato di conservazione, presenta un imponente frontone con sei colonne con capitelli corinzi.
TEATRO
Con una capienza di circa 5000 spettatori, il teatro di rappresenta uno dei resti archeologici più imponenti del sito. La sua acustica eccezionale rende possibile organizzare, anche ai giorni nostri, spettacoli e concerti. Il complesso, con la cavea, l’orchestra e la scena, è un’eloquente testimonianza della fiorente vita culturale della città antica.
Ammiriamo numerose altre rovine di grande interesse, come l’agorà, l’odeon, le terme, le ville romane e le mura di cinta.
Dopo il pranzo proseguiamo per il
MONASTERO DELLA NATIVITÀ DI MARIA
o più semplicemente
MONASTERO DI ARDENICA
Una notevole testimonianza dell’architettura bizantina e della storia cristiana del paese. Fondato nel VI secolo d.C., il monastero ha attraversato i secoli conservando il suo fascino e la sua atmosfera di spiritualità.
La sua costruzione risale al periodo di massimo splendore dell’Impero bizantino e nel corso dei secoli ha subito modifiche ed ampliamenti, diventando un importante centro religioso e culturale. Le sue linee essenziali, le volte a crociera e l’utilizzo di mattoni rossi rimandano all’architettura bizantina. La chiesa principale, a pianta cruciforme, è sormontata da una cupola ottagonale che domina l’intero complesso. All’interno, affreschi e mosaici di grande valore artistico raffigurano scene bibliche e figure di santi.
II monastero è famoso per essere il luogo in cui, nel 1451, l'eroe nazionale albanese Skanderbeg sposò Andronika Arianiti.
MUSEO
Il monastero ospita un piccolo museo archeologico con una collezione di manufatti rinvenuti nell’ area: statue, vasi e pezzi in bronzo oltre a monete ed oggetti vari.
Partiamo per Durazzo distante 88 km.
Alloggiamo all’ Hotel Aquila.
DURAZZO
(in albanese Durrës o anche Durrësi, è la seconda città dell'Albania per numero di abitanti dopo la capitale Tirana.
Antichissimo centro di fondazione illirica, fu colonizzata secondo la tradizione nel 626 a.C. dagli antichi greci, divenendo uno dei principali centri del mare Adriatico.
Nel XIII secolo la città fu contesa tra Venezia e Costantinopoli e divenne parte del Regno di Albania sotto il dominio degli Angio’.
L'imponente monumento sepolcrale di re Ladislao Durazzo d”Angiò nella Chiesa di San Giovanni a Carbonara a Napoli, fatto erigere dalla sorella Giovanna, ne custodisce le spoglie.
Dopo il dominio ottomano, durato circa quattro secoli, Durazzo divenne nel 1912 capitale del principato d'Albania, ricoprendo fino al 1920 un ruolo fondamentale nei diversi stadi d'evoluzione della moderna Albania.
Il centro di Durazzo non è enorme e si gira bene a piedi. Tra un caffè e una passeggiata trovi edifici amministrativi, piazze, resti antichi.
A Durazzo siamo stati accolti da una quantità di macchine impressionante: le auto erano ovunque, le uscite delle rotonde erano mimetizzate nel caos.
Camminando tra le vie di Durazzo, lo sguardo viene subito attratto dalle imponenti mura che circondano il centro storico: ciò che rimane della maestosa Fortezza di Durazzo. Costruita e ricostruita nei secoli da imperatori bizantini, governatori veneziani e successivamente dagli ottomani, questa struttura difensiva è un mosaico vivente della storia politica e militare della città.
Le massicce mura di mattoni e pietra un tempo raggiungevano i 18 metri di altezza e circondavano l’intera città antica.
Vediamo la
TORRE VENEZIANA
Uno dei simboli più riconoscibili di Durazzo. Si trova in posizione comoda, vicino al centro e non lontano dal porto, ed è quel genere di luogo che incontri facilmente durante una passeggiata senza doverlo “cercare”. Fa parte dell’antico sistema difensivo cittadino e racconta bene la fase veneziana della storia di Durazzo.
L’ANFITEATRO
Costruito in età romana probabilmente nel II secolo d.C., è il monumento più importante della città ed è considerato uno dei più grandi anfiteatri dei Balcani. La cosa particolare è che non si presenta isolato, come accade in altri siti archeologici: è purtroppo incastonato nel tessuto urbano che viola la sua maestosità……
Interessante la nuova piazza coperta, un’avveniristica tensostruttura di 60×40 metri che si poggia esclusivamente su quattro vertici in carpenteria metallica. La vela, chiaro richiamo all’attività del porto albanese, offre uno spazio pubblico coperto dove ospitare le attività cittadine.
Lungomare e passeggiata serale
Il lungomare di Durazzo è il posto giusto per capire il ritmo della città. Di giorno è una lunga striscia di spiaggia, hotel, stabilimenti, caffè e ristoranti; la sera diventa il luogo della passeggiata, delle famiglie, dei gruppi di amici e di chi si ferma per un aperitivo guardando il mare. Non è una passeggiata “da borgo storico”, ma una promenade balneare ampia, pratica e molto vissuta.
Incrociamo un gruppo di giovani manifestanti! M anche suonatori!
Vediamo una pizzeria napoletana!
Ceniamo in un ottimo ristorante con musica inclusa!
INQUIETANTE DISTRIBUTORE DI CARBURANTE……
Fine giornata con passeggiata sul lungomare incontrando dei giovani che manifestano pacificamente ma non so per quale ragione.
Domani si torna in Italia.
TOTALE KM PERCORSI IN VIAGGIO: 1420
MIE IMPRESSIONI
L’Albania è un Paese ancora poco conosciuto dal grande pubblico, ma ricco di storia, cultura e peculiarità che lo rendono affascinante agli occhi di ogni viaggiatore.
Freme nel recuperare il tempo perduto a causa delle varie dominazioni subite ma deve essere attenta di non farsi soffocare, come Tirana, dai grattacieli….
Il “PAESE DELLE AQUILE” non deve secondo me farsi trascinare in un vortice di modernismo per snaturare la sua anima di paese dalle mille tradizioni anche in omaggio alla sua splendida gente!











