Tra borghi e natura in Trentino

Una vacanza circondati dalla natura, dai piccoli borghi e dai panorami splendidi apprezzando una volta di più il Trentino in tutta la sua bellezza.

APPUNTI VARI
Giusto due appunti fuori diario che potrebbero interessare.

Innanzitutto i luoghi da noi visitati.
Alcuni sono stati veramente belli e hanno meritato non solo la visita ma anche tante foto. Altri invece mi hanno lasciato indifferente o deluso.
Qui sotto vi faccio un elenco di tutti i posti e il mio giudizio sintetico.
Canale di Tenno: bello per le sue viuzze piene di murales.
Lago di Tenno: splendido. Se c’è il sole si vede l’acqua turchese e fioccano foto a iosa. Valore aggiunto il fatto di poter prendere il sole sul lungo lago e fare il bagno. C’è anche un ponte tibetano ma ne ho visti di migliori (sia come lunghezza che come altezza e paesaggio circostante).
Balbino: borgo da visitare non solo per i murales ma anche per le sculture di legno e soprattutto per la strega gigante in legno.
Rango: altro bel borgo con murales e sculture. Dato che è praticamente attaccato a Balbino, approfittatene.
Fiavè: merita non tanto per il borgo in sé quanto per il Parco Archeo Natura (e a chi piacciono i musei, quello delle palafitte).
Cascata Rio Bianco e bosco Art Stenico: immancabili queste due attrazioni fuse in un unico percorso. Cascata e decine di sculture di legno originali immersi nella natura sono una combo perfetta.
Stenico: il paese non è nulla di ché ma il castello è interessante (però, se avessimo dovuto spendere per entrare in questo e in quello di Beseno, avremmo scelto quest’ultimo perché è decisamente più grande e ricco di contenuti. Ma entrando gratis, quello di Stenico è stato una visita piacevole). In questo paese c’è anche il museo “Par Ieri”: interessante ma la guida gratuita è fondamentale per apprezzarlo appieno.
Borgo Valsugana: carino, anche se ho trovato più interessante Balbino e Rango per il discorso murales e sculture. A chi piacciono i musei di guerra, quello di questo paese è piccolo ma con reperti interessanti e ben conservati.
L’orrido di Ponte Alto: altro luogo imperdibile. Bello, imponente, con il valore aggiunto di trovarsi praticamente all’interno della cascata e con scorci caratteristici che meritano tante foto. Peccato non duri di più la visita.
Lago di Toblino: bel lago (non quanto quello di Tenno ma si difende bene). La passeggiata sul portile è piacevole e regala qualche bello scorcio.
Museo aeronautico Gianni Caproni: interessante come museo ma deve piacere ciò che offre. Non è grandissimo ma, se non avete la Guest Card, 4.50€ di ingresso sono ben spesi.
Arco: paese non memorabile come quelli con murales e sculture ma piacevole. Punto di forza è la chiesa evangelica (che esteticamente si differenzia da tutte le chiese cristiane, quindi interessante da ammirare) e il museo (ma, se non avessi avuto la Guest Card che mi ha permesso di entrare gratis, 7€ non li avrei spesi per un museo del genere in quanto non sono un estimatore di quadri).

Invece a Tenno, Pergine Valsugana e il lago di Santa Massenza non ho trovato nulla di particolare, quindi col senno di poi avrei potuto anche evitare di visitarli.

Infine, peccato non aver visitato il parco Grotta Cascata del Varone perché da quel che ho visto sul web merita.


Ristoranti.
Avendo avuto come campo base Vigo Meano (un paesino sopra Trento e Lavis), e avendo girato tutto il giorno, siamo venuti a contatto con vari ristoranti e birrerie.
Vi riporto i locali che abbiamo apprezzato di più (gli altri, che alla fine erano per lo più bar dove abbiamo mangiato il classico panino) non li riporto perché trascurabili.

Krugel (via Nazionale, 32, Lavis): ristorante pizzeria con buone pizze e birre. Ecco perché ci siamo tornati una seconda volta.
Officina Gambrinus (via Alto Adige 1647b, Trento): ristorante pizzeria più giovanile del precedente (nel senso più birreria che “ristorante serio”, quindi pieno di giovani). Hamburger molto buoni (anche vegani), ottime birre e un tiramisù abbondante e gustoso. Ci siamo pure tornati perché meritava.
L’Osteria (piazza Dante Alighieri, 5/a, Stenico): un’osteria “old-style”, decisamente vintage. Piatti buoni e abbondanti ma soprattutto caserecci e fatti in casa. Pagato il giusto e mangiato bene.
Al Convento (via Toblino, 13 – frazione Sarche): ristorante che ci ha stupito. Piatti non solo nostrani ma soprattutto indiani. Abbiamo provato questi ultimi: buoni, abbondanti, particolari e speziati. Ci saremmo tornati volentieri.


Campo base.
Un appunto sulla scelta del campo base.
Abbiamo evitato Trento in quanto non volevamo essere immersi nel casino, nel traffico e nei rumori della città in quanto vi abitano pur sempre circa centoventimila abitanti.
Abbiamo preferito Vigo Meano, il quale è un piccolo paese a una ventina di minuti da Trento e a trecento metri d’altezza rispetto a quest’ultimo. Tradotto: silenzio a qualsiasi ora, nessun andirivieni di auto e nessun abitante o villeggiante che fa casino. Però, ovviamente, in questo paese non c’è nulla di particolare da visitare; giusto un bar, una chiesa e un supermercato.
Un’alternativa come campo base da non sottovalutare è Lavis. Praticamente attaccato a Trento, è alla stessa altitudine (quindi nessuna salita per raggiungerlo, al contrario di Vigo Meano). È un paese di novemila abitanti con alcune attrattive, vie di negozi, locali e quant’altro. Non è grande ma di sera c’è comunque vita e locali aperti. C’è anche un lungo fiume su cui passeggiare. Noi ci abbiamo passato le serate post-cena e sono state passeggiate piacevoli.


Guest Card.
Preciso questa cosa perché ne ho parlato nel diario ma non approfondendola.
Mi era già capitato una volta in Trentino di riceverla: è una card che permette di avere accesso a musei e luoghi d’interesse ottenendo a volte uno sconto e altre un ingresso gratuito.
Me l’avevano fornita in un albergo a Merano ma non pensavo potessi averla anche prenotando un appartamento. La fornisce l’host ed è un’occasione per visitare posti che magari a pagamento non si andrebbe mai.
È un’opportunità che fornisce solo chi vi affitta l’appartamento o una stanza. A me, soprattutto in questo viaggio, è tornata molto utile.

  • Il viaggio è durato 6 Giorni
  • Budget speso Da 251€ a 500€
  • Ho viaggiato Con gli amici
  • Continenti visitati: Europa
  • Stati visitati: Italia
  • Viaggio fatto in estate
  • Scritto da Andrea Pistoia il 12/10/2026
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  1. Giorno 1 - 07/07/2026

    Martedì 07/07/2026
    Di prima mattina siamo partiti dalla nostra città in pianura padana e intorno a mezzogiorno arriviamo alla nostra prima destinazione: Tenno, che consta di un piccolo borgo e di un castello.
    Giuntivi, poco più avanti del castello, a sinistra troviamo un parcheggio gratuito, quindi lasciamo l’auto e facciamo un giro per il paese (nulla di ché). Ne approfittiamo anche per pranzare. Dopodiché, alle 14:20, ci spostiamo in una decina di minuti a Canale di Tenno dove c'è un parcheggio gratuito sulla Strada delle Ville (in alternativa ci sono dei parcheggi vicini al lago a pagamento).
    In primis visitiamo Canale di Tenno, il quale è considerato tra i borghi più belli d'Italia. Effettivamente è molto carino con le sue piccole vie, i quadri affissi ai muri e la “Casa degli Artisti” (un piccolo museo carino e gratuito). Da qui, in quindici minuti a piedi percorriamo l’unica strada che conduce al lago di Tenno, il quale è splendido, con l’acqua color turchese, un’isoletta che si può raggiungere anche a piedi, un bar per rifocillare e tante spiaggette dove prendere il sole e fare il bagno. Il tutto circondato dalle montagne e dagli alberi.
    Giriamo intorno al lago ammirando scorci del paesaggio fino all’estremo opposto, dove si trova un ponte tibetano (peccato che il fiume sotto di esso sia in secca). Lo attraversiamo e poi continuiamo il giro “di ronda”.
    Alle 16:10 lo concludiamo e torniamo all’auto.
    È troppo tardi per andare al parco Grotta Cascata di Varone (seppur sia solo a quindici minuti da qui) in quanto dobbiamo raggiungere quello che sarà il nostro campo base, ovvero l'appartamento a Vigo Meano, un piccolo paese sopra Trento.
    Vi arriviamo in un’oretta e, dopo aver lasciato le valigie nell’appartamento, facciamo un giro in paese, il quale possiede giusto una piccola piazza con la chiesa ma soprattutto un bar e un supermercato per ogni necessità.

  2. Giorno 2 - 08/07/2026

    Mercoledì 08/07/2026
    Partiamo alle 9:30 e in un'ora arriviamo a Balbido, un bel borgo pieno di murales e di sculture di legno incantevoli. Ma soprattutto, al limite del paese, si trova la famosa strega di legno gigante. Facciamo molte foto perché il paese e le opere meritano. Poi, alle 11:30, ci dirigiamo in un minuto di auto a Rango, il quale è un altro borgo con sculture e murales degne di essere immortalati.
    Alle 12:30 ripartiamo per pranzare a Cavrasto nell’unica taverna che si trova nei dintorni. Un’ora dopo, in sei minuti arriviamo a Fiavè, un altro borgo consigliato da vari siti.
    Lasciamo l’auto in un parcheggio gratuito e andiamo all’esplorazione. È il classico piccolo borgo ma qui si trova il museo delle palafitte (l’ingresso costa 4€ e se ci abbinate anche il parco diventano 7€ ma con la Guest Card sono entrambi gratuiti). È a tre piani e riporta la storia delle palafitte attraverso video, foto, pannelli esplicativi e manufatti di vita quotidiana d’altri tempi.
    Abbiamo passato circa una mezz'oretta per visitarlo tutto perché è piccolo (ma se leggete i cartelli e guardate i video secondo me c’impieghereste almeno un'ora). In compenso l’allestimento è d’impatto (ma deve piacere l’argomento altrimenti 4€ potrebbero essere eccessivi per qualcuno).
    Infine usciamo e andiamo a sinistra percorrendo a piedi una strada che da asfaltata diventa sterrata fino a raggiungere il Parco Archeo Natura in venticinque minuti (ma volendo potete andarci in auto in località Dos del Gustinaci per ridurre la distanza a piedi). Il parco è in un’area chiusa da una recinzione e circondata da prati e alberi.
    Raggiungiamo la biglietteria e facciamo i biglietti (7€ l’ingresso che comprende anche il museo delle palafitte, gratuito con Guest Card).
    Prima di visitare il parco andiamo in una sala di fronte alla biglietteria dove viene trasmesso un video sulla storia delle palafitte. Poi proseguiamo la visita.
    Il parco è piccolo; contiene un labirinto di legno ma soprattutto delle passerelle su un laghetto dove sono posizionate alcune palafitte di legno in cui si può anche entrare per ammirare gli arredamenti dell’età del bronzo (ovviamente sono riproduzioni) e addirittura una tomba scavata nella terra con due teschi (finti).
    Tutta la visita del parco è durata circa un'ora e l’abbiamo trovata decisamente interessante e meritevole di tante foto. Alle 16:20 siamo ripartiti per tornare al nostro appartamento e dopo una mezz'oretta vi siamo giunti.

  3. Giorno 3 - 09/07/2026

    Giovedì 09/07/2026
    Anche questa mattina si va a zonzo.
    In cinquanta minuti arriviamo al paese di Stenico. Non lo visitiamo perché la nostra vera meta è la cascata Rio Bianco e il bosco Art Stenico.
    In auto, superato il paese e seguendo i cartelli, dopo qualche minuto troviamo il nostro vero obiettivo: la biglietteria per visitare la cascata (che è un tutt’uno con il bosco Art Stenico), la quale è sulla strada statale SP34. La troviamo sulla destra mentre di fronte ci sono alcuni parcheggi sterrati gratuiti.
    Prima di andare in biglietteria proseguiamo a piedi per pochi metri la statale a sinistra in modo da ammirare la base della cascata (non potete sbagliare perché dopo il parcheggio c’è una piccola area picnic mentre di fronte si trova la cascata, bella e imponente). Questa merita decisamente qualche foto. Poi andiamo alla biglietteria per visitare tutta l’area della cascata e del bosco Art Stenico. Il biglietto è unico e costa 4€ ma è gratis con Guest Card (col senno di poi, anche se avessimo dovuto spendere 4€ ne sarebbe valsa la pena. Anzi, avrei speso anche di più per quello che ha offerto).
    Facciamo i biglietti e poi prendiamo alla destra della biglietteria una scala che conduce all'ingresso del percorso.
    Alle 10:20 iniziamo l’esplorazione.
    In primis attraversiamo un giardino per poi proseguire salendo per qualche minuto fino a che troviamo un bivio: andando a sinistra troviamo una terrazza che permette di osservare la cascata dall’alto; immancabile la foto. Dopodiché proseguiamo prendendo l’altra strada del bivio e saliamo seguendo il percorso che va a toccare altre due cascate (peccato che siano in secca, quindi non c’è nulla da ammirare) fino a che raggiungiamo la “Casa del Parco Flora”, una struttura al cui interno si trovano alcune installazioni riguardanti la flora del parco.
    Visita veloce (nulla di particolare da segnalare) e poi proseguiamo il nostro giro fino a un incrocio sterrato con l’indicazione “bosco Art Stenico”. Da qui è tutto un susseguirsi di sculture di legno (molto belle, suggestive e originali che meritano ognuna almeno una foto) fino a raggiungere un piccolo anfiteatro dove si trovano alcune sculture di persone sedute.
    Da qui o si scende fino al paese e si raggiunge la biglietteria o si torna sui propri passi. Noi optiamo per la seconda in modo da stare all'ombra e ammirare ancora le sculture raggiungendo infine la biglietteria alle 13:20.
    Essendo ormai affamati, pranziamo a “L'osteria”, a Stenico (ma se volete in paese si trova anche un bar). Dopodiché visitiamo velocemente il paese (nulla d’interessante da riportare) ma soprattutto il suo castello (che si raggiunge a piedi in un paio di minuti dal centro del paese).
    Lo raggiungiamo e alla biglietteria prendiamo i biglietti (l’ingresso costa 7€ ma è gratis con Guest Card).
    Il castello è ben ristrutturato, con tante stanze al cui interno si trovano quadri, armi e arredi vari. Vale la pena? Diciamo che gratis sicuramente ma se dovete pagare 7€ deve piacere il genere.
    Usciti dal castello e scendendo per la stradina acciottolata che lo costeggia, alla sinistra troviamo il museo “Par Ieri”, un museo etnografico gratuito (in realtà a offerta) aperto tutto luglio e agosto tutti i giovedì, sabato e domenica mentre negli altri mesi hanno meno aperture (o è addirittura chiuso). Qui troviamo oggetti e foto di vita quotidiana del passato degli abitanti del paese. Il valore aggiunto è stata la guida che ci ha spiegato molti oggetti lì contenuti (girando da soli ci saremmo persi parecchie informazioni interessanti e curiose).
    Finita la visita, alle 16:50 ripartiamo per tornare al nostro appartamento.
    Dopo cena abbiamo deciso di andare a Trento per visitare la città by-night. In realtà siamo stati perlopiù in centro, tra piazza Duomo e le vie limitrofe. Bella piazza, belle viuzze illuminate piene di negozi (chiusi) e tanta gente (per lo più bella, nel senso che non abbiamo trovato loschi individui né abbiamo percepito pericolo). Città promossa anche se, per la nostra idea di vacanza relax, è comunque troppo caotica.

  4. Giorno 4 - 10/07/2026

    Venerdì 10/07/2026
    Tempo di far colazione e poi si parte.
    In una cinquantina di minuti arriviamo a Borgo Valsugana, a est di Trento.
    Raggiunto alle 10:20, lasciamo l’auto in uno dei parcheggi gratuiti lungo il fiume (precisamente in via Antonio Salandri).
    In primis facciamo un giro per il paese ammirando il corso principale (corso Ausugum, una via con dei palazzi antichi), la chiesa della Natività di Maria e le varie viuzze con negozi e locali annessi.
    Troviamo anche la “Mostra permanente della Grande Guerra” in Vicolo Sottoschiesa n.11. L’ingresso costa 4€ e non si hanno sconti con la Guest Card (perché è un museo privato). Vi entriamo comunque e devo ammettere che è un museo interessante perché vi si trovano oggetti, vestiti, armi, documenti storici e quant’altro della Prima Guerra Mondiale.
    Ci piacerebbe visitare anche l'Arte Sella (un museo all’aperto di arte contemporanea fuori dal paese raggiungibile in auto in circa quindici minuti) ma online viene riportato che ci vogliono almeno due ore per visitarlo. Peccato che noi non abbiamo sufficiente tempo per pranzare e visitarlo, dato che dobbiamo andare nel primo pomeriggio all’orrido di Ponte Alto.
    Perché tutta questa fretta?
    Perché, essendo venerdì, l’orrido potevamo visitarlo solo scegliendo tra cinque visite, dalle 10:00 alle 14:00 (ma in altri giorni se ne possono fare di più, dalle 10:00 alle 17:00). Tra l’altro bisogna prenotarlo in anticipo (dal sito www.ecoargentario.it) in quanto ci sono solo venticinque posti a visita.
    Noi abbiamo scelto quella delle 14:00 (ecco perché non ci stavamo dentro con i tempi). Il pagamento è avvenuto online durante la prenotazione ed è costato 6€ intero (con la Guest Card 4€).
    Quindi pranziamo velocemente in un bar del centro e infine partiamo.
    In una mezz'oretta arriviamo a destinazione in via alla Cascata, a Trento.
    Il parcheggio è di fronte all'ingresso/biglietteria, è sopraelevato e possiede pochi posti auto (ma gratuiti).
    Parcheggiato, andiamo alla biglietteria dove mostriamo la prenotazione fatta online e infine aspettiamo la guida. Con lei facciamo una cinquantina di minuti di visita in cui ci spiega la storia di questo orrido e le modifiche fatte dall'uomo. Nel mentre lo percorriamo ammirando il fiumiciattolo circondato da alte pareti di varie sfumature di colore e la cascata (sia vista dall'alto che dal basso, raggiungendo quest’ultimo attraverso una scala a chiocciola). Valore aggiunto: dal basso ci si trova dietro la cascata a pochi metri di distanza.
    Nel complesso veramente una bella attrazione (migliore di tanti altri orridi visti da me in passato), tanto da meritarsi di essere visitata anche se il biglietto fosse stato a prezzo intero.
    Alle 15:00 concludiamo la visita e decidiamo di andare a Pergine Valsugana (a una decina di minuti da qui).
    La raggiungiamo e visitiamo.
    Onestamente, seppur consigliata da più siti, non vi ho trovato nulla di particolare (in pratica è il classico paesino con piazzetta, chiesa, viuzze e case d’altri tempi). È presente anche un castello (Castel Pernice) che domina il paese dall’alto (l’ingresso costa 10€, scontato 8€ con la Guest Card ma si può visitare gratuitamente il cortile dentro i bastioni). Francamente siamo stanchi e non c’interessa più di tanto, quindi recuperiamo l'auto e in una mezz’oretta siamo di nuovo al nostro campo base.

  5. Giorno 5 - 11/07/2026

    Sabato 11/07/2026
    Oggi ancora una giornata all’insegna della natura.
    In mezz’ora arriviamo al lago di Toblino.
    Ci sono vari parcheggi in cui lasciare l’auto (addirittura alcuni sul lungo lago) ma da quello che abbiamo visto quello più comodo e con più posti è a Sarche (il paese attaccato alla sponda sud-ovest del lago). Per raggiungerlo, percorrendo la statale SS45bis, si entra in paese; il parcheggio si trova a sinistra (dove c’è anche piazza Cason Ross e un infopoint).
    Lasciata l’auto, camminiamo per la statale appena percorsa fino a giungere in pochi minuti al lago. Dopo alcune centinaia di metri troviamo un cartello “Località lago di Toblino” con una passerella in legno alla sua destra che costeggia il lago. La prendiamo e c’incamminiamo fino a che, a circa metà lago, troviamo il castello di Toblino (divenuto ora un ristorante in cui si può anche solo bere un caffè sulla terrazza vista lago).
    Proseguiamo sulla passerella fino a giungere a un ponte asfaltato su cui vi passa la statale e il quale separa questo lago da quello di Santa Massenza. Volendo ammirare anche quest’ultimo, attraversiamo la strada e incominciamo a costeggiarlo andando a sinistra (quindi tenendoci il lago alla nostra destra) accorgendoci però ben presto che tutto il percorso è praticamente su strada asfaltata.
    Troviamo quasi al limite del lago anche una centrale idroelettrica. L’accesso è possibile solo attraverso una visita guidata e su prenotazione al prezzo di 15€. Non c’interessa, quindi proseguiamo oltre, continuando la circumnavigazione del lago anche se ci troviamo sempre distanti da questo (in pratica, non lo s’intravede neppure). L’unico punto panoramico carino è un pontile che permette di fare una foto diversa dal solito, ma per il resto troviamo solo asfalto e alberi che coprono il panorama. Quindi lago deludente.
    Comunque, il giro intorno al lago ci riporta al ponte asfaltato su cui siamo passati precedentemente. Da qui rifacciamo la strada sulle passerelle del lago di Toblino (da quel che si evince da google maps l’altra sponda non possiede passerelle e la strada che lo costeggia è distante dal lago, quindi la evitiamo).
    Alle 12:20 arriviamo all'auto ma essendo ormai ora di pranzo decidiamo di andare a mangiare al ristorante “Al convento”, il quale si trova all'ingresso del paese, alla destra. È un ristorante indiano ma prepara anche piatti italiani e pizze.
    Alle 14:00 ripartiamo in auto e in venti minuti raggiungiamo la seconda meta della giornata: il “museo aeronautico Gianni Caproni”. L’ingresso costa 4.50€ ma è gratis con la Guest Card.
    Il museo è un enorme capannone dove sono contenuti non solo aerei da guerra storici ma anche reperti, armi, cartelli esplicativi, disegni dei primi aerei progettati, giornali e poster dei tempi andati, ecc.
    Io personalmente l’ho trovato interessante. Non aspettatevi un museo enorme, però è sufficientemente grande da offrire delle soddisfazioni e delle belle foto.
    In un'ora abbiamo visitato tutto.
    Dopodiché, alle 15:00, siamo ripartiti e in quindici minuti siamo arrivati a Castel Beseno.
    Per raggiungerlo, saliamo da una strada sterrata (in via Castel Beseno, a Besenello) fino a trovarci sotto il castello dove si trovano molti parcheggi.
    Nel periodo estivo è aperto tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 10:00 alle 18:00 e l'ingresso costa 7€ (gratis con la Guest Card).
    Alla biglietteria ci viene fornito un depliant con la planimetria del luogo in quanto il castello è più grande di quanto avessi immaginato. Infatti ha tre cinta di muri con grandi prati annessi mentre il castello vero e proprio presenta molte stanze allestite con armature, armi e arredamenti vari. In più si trovano i bastioni su cui camminare per ammirare il panorama della valle, due stanze con dei video esplicativi che narrano la storia del castello, una stanza in cui si possono indossare delle armature (in realtà solo pettorina ed elmetto) e un prato tra le mura dove si possono usare delle piccole balestre giocattolo.
    Tutto il giro è durato due ore. Siamo usciti alle 17:00 e da qui siamo tornati al campo base.

  6. Giorno 6 - 12/07/2026

    Domenica 12/07/2026
    È l'ultimo giorno, ma prima di tornare a casa vogliamo visitare ciò che c'era rimasto in sospeso martedì pomeriggio, ovvero il Parco Grotta Cascata del Varone. Quindi lasciamo l’appartamento alle 10:00 e in un'ora arriviamo a destinazione. Peccato che ci siano così tante auto giunte prima di noi con il nostro stesso obiettivo e i parcheggi col contagocce occupati che alla fine abbiamo rinunciato (abbiamo seguito i consigli del web per scovarli tutti, anche quelli presenti nei paesini limitrofi al parco, ma erano tutti pieni).
    Dato che sono già le 11:00 inoltrate, decidiamo di andare ad Arco, un paese a una quindicina di minuti dal parco, in quanto l'avevamo in lista come seconda visita della giornata. Quindi vi arriviamo, lasciamo l’auto nel primo parcheggio gratuito che troviamo e infine incominciamo a girare per Arco in modo da tirare l’ora di pranzo.
    Il paese è più carino di quanto avessi previsto perché ha delle vie caratteristiche, una chiesa evangelica molto carina e un parco con dei palazzi antichi a circondarlo. Esploriamo le vie del centro fino a che giunge l’ora di pranzo, così ci fermiamo in un bar per mangiare qualcosa al volo.
    Finito di pranzare, dato che ormai è già troppo tardi per andare a visitare il castello di Arco (sopraelevato rispetto al paese, a cinque minuti in auto da questo), decidiamo di fare ancora un breve giro per il paese fino a che troviamo per caso la galleria civica G Segantini (costa 7€ ma gratis con Guest Card) in via Giovanni Segantini n.9, dove si trovano dei quadri legati all'aviazione ma realizzati con uno stile futuristico originale. La mostra in sé è carina anche se non contiene tanti quadri (diciamo che non avrei speso 7€ per visitarla, ma dato che a caval donato non si guarda in bocca, è stata una mostra piacevole).
    Soddisfatti, torniamo alla nostra auto e partiamo: destinazione casa.




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