“IRLANDA” L’ISOLA DI SMERALDO! - 2022

“IRLANDA”
L’ISOLA DI SMERALDO!
Un viaggio in Irlanda prima o poi va fatto nella vita: può essere più o meno impegnativo, rilassante o avventuroso, organizzato o improvvisato; tutto questo non importa, perché in ogni caso si resterà estasiati di fronte alle bellezze della natura, che faranno dimenticare i capricci del clima, nonché piacevolmente coinvolti davanti alle pinte di birra nei famosi pub, in cui si respira il più autentico lifestyle irlandese.

  • Il viaggio è durato 8 Giorni
  • Budget speso Più di 2.000€
  • Ho viaggiato In coppia
  • Continenti visitati: Europa
  • Stati visitati: Irlanda
  • Viaggio fatto in estate
  • Scritto da tripfactor (Carlo Amato) il 23/02/2024
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  1. Giorno 1 - 18/06/2022

    DUBLINO

    18/06
    Partiamo, dopo la notte trascorsa a Roma, dall’ aeroporto di Fiumicino con un volo della compagnia di bandiera Aer Lingus. Non ci fanno imbarcare i nostri trolleys in cabina pur essendo conformi alle regole…..mah! Partenza in ritardo di un’ ora….arriviamo a Dublino alle 14.30 ora locale. Aer Lingus bocciata!!!!
    Alloggiamo all’ottimo Hotel “Riu Plaza Gresham” in O’ Connell Street, la via principale della città. Approfittiamo subito per fare un giro in centro.
    Dublino è la più grande città dell’Isola d’Irlanda, nonché la capitale dell’Eire, o Repubblica d’Irlanda. Il suo nome gaelico, Baile Átha Cliath, significa letteralmente “città del guado della staccionata” o “stagno nero”. Una Città della letteratura UNESCO, una fucina di storia e una capitale fantastica incoronata due volte come la città più accogliente d'Europa da TripAdvisor.
    O' Connell Street è la via più larga e importante del centro di Dublino. Corre in direzione nord da O' Connel Bridge, che segna il confine con il leggendario quartiere di Temple Bar, fino a Dorset Street. Naturalmente i bus sono rigorosamente a 2 piani e capita di incontrare un gruppo di giovani su quei strani mezzi mossi a pedali da tutti i passeggeri! La statua di Daniel O' Connell, a cui la via è dedicata, è il monumento al leader dell'emancipazione irlandese fra Settecento e Ottocento. Si incontra anche la statua di James Larkin organizzatore dello sciopero generale di Dublino del 1913. Altra statua dedicata a William Smith O' Brien che fu il capo di una fallita ribellione avvenuta nel luglio 1848. Dopo essersi arreso, arrestato e condannato a morte, la pena fu cambiata con la deportazione in Tasmania. Dopo aver scontato cinque anni, fu poi rilasciato a condizione che non tornasse mai più in Irlanda ma tuttavia, in seguito fu graziato. La statua è appoggiata a un tronco d'albero. Verso la metà della strada c'è lo Spire, il monumento alla luce: un'alta colonna metallica che svetta verso il cielo e rappresenta per i dublinesi e per i numerosi turisti un punto d'incontro e di orientamento in città. La forma è conica con un diametro di tre metri alla base e 15 centimetri in cima con 120 metri di altezza, la maggiore dello skyline dublinese. Il monumento è stato eretto nel gennaio 2003 a rimpiazzare la vecchia colonna in memoria di Nelson. Da allora è una sorta di simbolo della città e della stupefacente rinascita economica della tigre celtica negli anni a cavallo tra i '90 e il 2000. E' un luogo d'incontro al centro della via più larga e frequentata della città e un perpetuo punto d'orientamento visibile da quasi ogni angolo della città anche di notte per la sua punta illuminata. Lungo O' Connell Street si trovano negozi, l'imponente edificio delle poste, numerosi fast food e ristoranti. Anche una gelateria italiana! All’ angolo con Earl Street, la statua dedicata a James Joyce uno dei più illustri scrittori irlandesi. Il principale edificio è appunto il General Post Office dove venne proclamata l'indipendenza dell'Irlanda e che fu adibito a quartier generale della rivolta nel 1916. Il palazzo risale al 1814 e fu progettato da Francis Johnston, famoso architetto del periodo georgiano, ed oggi è il luogo simbolo dello spirito repubblicano, dove si svolgono la maggior parte delle manifestazioni politiche e dove si trova la sede delle Poste.
    Non possiamo non fare una capatina al “Temple Bar” il quartiere perfetto per chi cerca il divertimento; è ricco di pub e di artisti di strada. Giovanile, movimentato ed affollatissimo, soprattutto nei fine settimana e durante i festeggiamenti di San Patrizio. Il Temple Bar, uno dei quartieri più vivaci di Dublino, frequentato dai giovani di tutta Europa è situato nelle vicinanze del fiume Liffey. Il Quartiere prende il nome dal Temple Bar il pub centrale colorato di rosso nel quale in passato risiedeva William Temple il rettore del famoso Trinity College. Questo luogo è il simbolo della vita dublinese, ogni “Dubliners” dallo spirito giovane infatti è obbligato a farvi tappa nelle sue passeggiate. In estate è molto affollato e non sempre si riesce a degustare un’ottima Guinness! Lungo la strada dove si trova lo Spire si esibisce un “duo” rapper. Si torna in hotel per la cena.

  2. Giorno 2 - 19/06/2022

    DUBLINO

    19/06
    DUBLINO
    Oggi la prima visita importante sarà al Trinity College ma prima vediamo altre cose interessanti.
    STATUA DI MOLLY MALONE
    "Molly Malone"(conosciuta anche come "Colli e cozze" o "In Dublin's Fair City ") è una canzone popolare ambientata a Dublino che è diventata il suo inno non ufficiale. La canzone racconta la storia immaginaria di una pescivendola che svolgeva il suo mestiere per le strade di Dublino morta giovane, di febbre. È tipicamente rappresentata come una venditrice ambulante di giorno e una prostituta part-time di notte. Alla fine del 20esimo secolo, è cresciuta una leggenda secondo cui sia esistita realmente una Molly storica, vissuta nel 17esimo secolo. Non ci sono prove che la canzone sia basata su una vera donna in quel secolo o in qualsiasi altra epoca, tuttavia la Dublin Millennium Commission nel 1988 ha approvato le ricerche fatte su una Mary Malone morta il 13 giugno 1699 e ha proclamato il 13 giugno il "Molly Malone Day"

    THE FAMINE
    Il Famine Memorial è in ricordo della Grande Carestia, che vide la popolazione del paese dimezzata a causa della morte e dell'emigrazione; le donne, gli uomini ed i bambini sono mostrati come figure scheletriche che indossano nient'altro che stracci. Presente anche la statua di un cane. Le statue raffigurano gli irlandesi affamati che camminano verso le navi per essere portati oltremare per fuggire dalla fame e dalla povertà della carestia irlandese. A pochi passi dalla scultura ancorata al molo c'è anche un veliero, replica della nave che trasportava gli esuli e che oggi ospita il “museo della carestia”.

    STATUA DI OSCAR WILDE
    Raffigurato su una roccia con il solito smoking e la tipica espressione ironica e scanzonata. Diceva Wilde, che “essere naturale è la più difficile delle pose”. Realizzata dallo scultore inglese Dann Osborne per conto del gruppo industriale della Guinness.

    Ora ci aspetta una visita molto importante.

    TRINITY COLLEGE
    Il Trinity College di Dublino è uno degli istituti accademici più prestigiosi e il più antico di tutta l’Irlanda. Il nome effettivo del college è “College of the Holy and Undivided Trinity of Queen Elizabeth” e venne fondato nel 1592 per volere di Elisabetta I ed aveva un orientamento protestante poi in seguito vennero ammessi anche studenti cattolici ma solamente alla fine del Settecento e le donne agli inizi del Novecento. Artisti e famosi letterati frequentarono il Trinity College, ricordiamo Samuel Beckett, Oscar Wilde, Oliver Goldsmith e Edmund Burke. La sua meravigliosa biblioteca, uno spettacolo senza eguali, e la sua Long Room, una galleria lunga 65 metri a due piani, caratterizzata dal soffitto a botte, con alti scaffali di legno, dove sono conservati circa 200.000 volumi ed da una collezione di busti in marmo posti su ciascun lato della sala. La biblioteca dell’istituto conserva più di un milione di libri e importanti manoscritti, compreso il Libro di Kells, importante Evengeliario compilato nell’ Ottocento da monaci irlandesi. Si ammira anche la più antica Arpa conservata in Irlanda. Ma c’è anche un poco d’ Italia: la scultura “LA SFERA NELLA SFERA” donata al Trinity da Arnaldo Pomodoro.
    Il Libro di Kells (Leabhar Cheanannais in Gaelico, Book of Kells in inglese), conosciuto anche come Grande Evangeliario di San Columba, è un manoscritto miniato, realizzato da monaci irlandesi intorno all'800, nell'ambito dell'arte insulare. Per l'eccellenza tecnica della sua realizzazione e la sua bellezza, questo esempio dell'arte irlandese è considerato da molti studiosi una delle più importanti opere d'arte dell'epoca. Contiene il testo dei quattro Vangeli in latino, accompagnato da note introduttive ed esplicative, il tutto corredato da numerose illustrazioni e miniature riccamente colorate. Attualmente è in mostra permanente alla biblioteca del Trinity College di Dublino, dove porta la segnatura MS 58. Una dolce sosta ci sta bene! Scorpacciata di dolci al bar!
    Ed ora si passa ad una visita molto interessante!

    GUINNESS STOREHOUSE
    La birra più amata dagli irlandesi viene prodotta in questa fabbrica dal 1759, anno della sua costruzione, ad opera di Sir Arthur Guinness. La Guinness Storehouse (che letteralmente si traduce come “magazzino” o “deposito”) è situata nel cuore del St. James's Gate Brewery ed è la prima attrazione in Irlanda per numero di visitatori. Dalla sua apertura nel novembre 2000, ha attratto più di 4 milioni di visitatori da ogni angolo del globo. La costruzione di questo edificio di sette piani, la cui struttura è sostenuta da travi in ferro, fu completata nel 1904. Originariamente era il luogo in cui avveniva il processo di fermentazione in cui si aggiunge il lievito alla birra. All'interno è presente un enorme lucernario a forma di pinta che, come si trova scritto all'ingresso al piano terra, "se fosse riempita, conterrebbe 14,3 milioni di pinte di Guinness!". Il percorso del museo illustra in modo molte efficace il processo di fabbricazione della birra mostrando reperti manifatturieri d’ epoca. Un museo interattivo con tutte le curiosità possibili riguardo la mitica birra Guinness. E ci sono anche artistiche interpretazioni come varie sculture rappresentanti gli "Animali della Guinness" derivate dalle creazioni dell'artista John Gilroy dell'agenzia pubblicitaria SHBenson che produsse una serie di poster colorati e divertenti in cui diversi animali dello zoo scappavano con la Guinness del loro custode! (Il custode dello zoo era in realtà una caricatura di Gilroy stesso.)
    Interessante la ricostruzione del “CLOCK GUINNESS FESTIVAL”. Con un'altezza di 25 piedi, il suo meccanismo interno era molto elaborato e comprendeva nove motori elettrici reversibili e tre orologi sincroni.
    Ogni quarto d'ora portava una frenetica esplosione di attività da un assortimento di personaggi creati dall'artista John Gilroy per pubblicizzare la Guinness: gli animali e il loro guardiano dello zoo, accompagnati dalla musica da luna park. Il guardiano dello zoo iniziava la sequenza emergendo da una torre e suonando una campana.
    Seguendo il guardiano dello zoo appariva l'assortimento di altri animali, uno dopo l'altro e ciascuno eseguiva un pezzo musicale da fermo e poi si ritirava nell' Orologio in ordine inverso. Gli orologi sono stati in uso per quindici anni fino al 1966 quando sono stati ritirati, ma un modello originale in scala 1:5 è esposto nella mostra permanente. Storico il famoso pellicano!
    Si può persino seguire una rapida lezione per imparare a spillare perfettamente una Guinness non prima di ascoltare la storia della Guinness e provare un assaggio!
    L’ edificio ha in tutto 7 piani, con in più il piano terra con il negozio con un sacco di articoli troppo tentatori per gli amanti del brand.
    Il biglietto d’ ingresso include una spina media di birra... vuoi mettere berti una bella Guinness Originale direttamente nello stabilimento? Dove? Al 7° piano, al Gravity Bar, un rooftop panoramico tutto vetrate con una vista su Dublino a 360°!
    Una gradita incursione di una “band” rumorosa di simpatici ragazzi! E’ il saluto che la GUINNES offre ai suoi ospiti!
    Ed ora un poco di natura!

    PHOENIX PARK
    Il Phoenix Park è un parco di circa 700 ettari situato qualche chilometro a nordovest del centro di Dublino. Il parco ospita la residenza del Presidente della Repubblica Irlandese, ma anche il famoso Zoo di Dublino, terzo al mondo per fondazione, ed il Deerfield Residence, la residenza ufficiale dell'Ambasciatore degli Stati Uniti in Irlanda. E’ il più grande parco urbano d'Europa, con viali, prati, giardini, orti botanici, campi da polo e cricket, ideale per trascorrere qualche ora all'aria aperta nelle belle giornate di sole e perfetto per rilassarsi, passeggiare o andare in bici, ma è anche il luogo dove assistere a concerti e manifestazioni sportive, come il Phoenix Park Motor Race. Il parco ospita anche una colonia di daini. Una enorme Croce fu eretta in seguito alla visita di Papa Giovanni Paolo II il 29 settembre 1979. Alla messa nel parco parteciparono più di un milione di persone, quasi un terzo della popolazione irlandese. Si prosegue per Galway dove alloggiamo e ceniamo all’ Hotel Clayton




















  3. Giorno 3 - 20/06/2022

    L’ OVEST DELL’ IRLANDA-TOUR DEL CONNEMARA

    20/06
    Se si cerca la vera essenza dell’Irlanda allora bisogna vedere queste zone sperdute. Brughiere selvagge, coste frastagliate, spiagge bianche, penisole solitarie, castelli diroccati dove non è difficile immaginare il covo di pirati e di banditi! Ogni angolo e ogni scorcio rimarranno impressi in maniera indelebile nella nostra memoria.
    GALWAY
    La meta ideale sia per chi non ha mai visitato l’Irlanda, sia per chi ci è già stato, è Galway, una vivace cittadina stretta tra l’omonima baia e il Lago Corrib. La quarta città irlandese per densità di popolazione, si affaccia sull’Oceano Atlantico, nella fattispecie sulla rocciosa costa ovest dell’isola, ed è considerata la capitale culturale della Repubblica Irlandese, un’ottima scelta dunque per chi vuole immergersi a fondo nella sua irlandese. Il clima nella Contea di Galway rispecchia quello dell’intera isola, ossia tipicamente oceanico ed estremamente variabile, tra venti impetuosi, precipitazioni sparse, sole, neve e nebbie persistenti.
    L’originale agglomerato urbano di Galway nacque nel 1124, da una piccola costruzione fortificata sulle rive del fiume Gaillimh, voluta dal Re del Connacht. Nel Medioevo la sua posizione strategica – il porto era il principale centro irlandese per i commerci con la Spagna e la Francia – rafforzò l’identità di Galway come città fortificata, essa nel tempo fu governata da dodici famiglie anglo-normanne e due gaeliche. Secondo la tradizione la principessa Galvia, della tribù Fir Bolg, portata a riva dalle onde, diede il nome all’antico centro medievale. Purtroppo l’Irlanda tra il XVI e il XVII secolo fu colpita da due tremende carestie che decimarono la popolazione, Galway é infatti tristemente nota per essere stata la zona da dove partivano le “famine boats”, ovvero navi cariche di irlandesi che dopo aver perso tutto e stremati dalla carestia iniziarono ad emigrare verso le coste americane, molti di loro non riuscirono mai ad arrivare a destinazione, morendo a bordo di stenti e consumati dalla fame. Galway ha assunto il ruolo di città della cultura non solo perché è un polo universitario, ma anche per l’impegno che adopera nel mettere in relazione le sue tradizioni con l’economia della conoscenza e il turismo. Per tutte queste ragioni Galway, insieme a Fiume, in Croazia, è stata scelta per essere Capitale europea della cultura nel 2020.
    Questo angolo d'Irlanda racchiude tutta l'essenza dell'isola, fatta di brughiere selvagge e di coste pittoresche, un mix unico e incredibile!

    Il Lago Corrib, che si trova nella parte settentrionale della contea di Galway, mostra un bacino che taglia quasi a metà la regione fino a lambire la città. È vasto complessivamente circa 176 km² e lungo quasi 42 km. Contiene più di 200 piccole isole. In particolare Galway è attraversata dal fiume Corrib che altro non è un emissario del lago. È qui che è prevista la mini crociera che si spinge fino all’imboccatura del lago, in lingua antica conosciuto anche come Loch Oirbsein o Loch Orrib, dal leggendario eroe mitologico Orbsen Mac Alloid (più conosciuto come Manannán Mac Lir, “il figlio del mare”, da cui l’isola di Man prende il nome).
    Dopo colazione facciamo la crociera di circa 6 Km sul fiume Corrib fino a raggiungere l’apertura sul Lago. Ci imbarchiamo sul Corrib Princess un battello da 150 posti che ormeggia al Wood Quay, nel cuore della città. Appena salpati abbiamo una visuale straordinaria della città e della costa. A bordo siamo accompagnati dalla spiegazione del percorso diffusa da altoparlanti. Costeggiamo la sponda est del fiume e vediamo il Menlo Castle o meglio le rovine di uno splendido castello abbandonato e del suo fienile, costruiti in pietra, con un piccolo attracco per le barche rimasto intatto nel tempo. Procedendo si incontra il Dunguaire Castle, la cui costruzione risale al 1520 per mano del clan Hynes, una famiglia importante dell’epoca. Nel 17° secolo, la fortezza passò al clan Martyn che vi restò fino al 1924. Fu Oliver St John Gogarty, un noto chirurgo e scrittore, ad acquistare il Dunguaire Castle e a restauralo facendolo diventare luogo d’incontro per i grandi della letteratura. Da qui passarono, tra gli altri, George Bernard Shaw, Lady Gregory, John Millington Synge e William Butler Yeats. Attualmente il castello appartiene allo “Shannon Development” (Shannon Development è un ente responsabile di una serie di aree di sviluppo della regione, compreso il turismo e l'industria) ed è considerato una popolare attrazione turistica di Galway. Ogni anno, il castello ospita banchetti medievali dove gli ospiti possono gustare deliziosi piatti a quattro portate e vini raffinati mentre vengono intrattenuti da canzoni, storie e poesie.
    Intanto a bordo i ragazzi dell’ equipaggio danno una dimostrazione sul come preparare l’ Irish coffe.
    In un bicchiere riscaldato aggiungere uno o due cucchiaini di zucchero integrale di canna.
    Versare 90 g di caffè caldo meglio se americano fino a raggiungere circa i 4/5 del bicchiere e mescolare ancora.
    Unire 25 ml di whiskey rigorosamente irandese e mescolare bene.
    A questo punto versare la panna semi-montata
    Lo squisito Irish coffee è pronto per essere servito e sorseggiato !
    Dopo assistiamo ad una esibizione del ballo tradizionale irlandese scandito dal battito dei piedi che calzano le “HEAVY SHOES” scarpe fatte in pelle, cuoio e legno simili a quelle da tip-tap, dotate di una punta rivestita in vetroresina e di un tacco in legno vuoto per produrre un suono ritmico. Da ricordare che Il “tip tap”, nome italiano della “tap-dance”, è una danza europea che trova le sue origini nel jig, ballo tradizionale irlandese.
    Una curiosità di cui non tutti sono a conoscenza è che la zona di Claddagh, un tempo villaggio di pescatori, ha dato origine al famoso Claddagh Ring, uno dei simboli più importanti della tradizione irlandese. L’anello è composto da due mani che sostengono un cuore sovrastato da una corona, che simboleggia l’essere impegnati se girato verso la persona, e l’essere liberi se puntato verso l’esterno.

    Claddagh Ring
    Il Claddagh Ring è il famoso anello irlandese, simbolo di amore, amicizia e fedeltà, che deriva il suo nome da Claddagh, un villaggio di pescatori sulla Baia di Galway. La parola claddagh in gaelico indica la sabbia rocciosa tipica proprio di quella zona.
    L'anello Claddagh unisce il "design della mano chiusa" con un cuore e una corona che significano Amore, Amicizia e Lealtà o Fedeltà. Questi anelli erano custoditi con grande orgoglio come cimeli di famiglia, che venivano amorevolmente tramandati di madre in figlia il giorno del suo matrimonio. Il design è ora diventato molto popolare a livello internazionale, la sua diffusione è stata aiutata dal vasto esodo dall'Irlanda durante la grande carestia del 1845-1849. La semplicità dell'anello e il simbolismo che trasmette lo rendono il regalo perfetto un amico o una persona cara. Fede o "Anelli della fede" risalgono all'epoca romana per ed erano diffusi nel medioevo in tutta Europa. I primi esemplari sono in mostra al National Museum of Ireland a Dublino.
    Tramandata di generazione in generazione, questa storia romantica è incentrata su un uomo di nome Richard Joyce e sull'anello da lui creato.
    La leggenda narra che poco prima del suo matrimonio, un pescatore Richard Joyce fu catturato in mare dai pirati e venduto come schiavo in Algeria.
    Divenne proprietà di un ricco orafo moresco, che intuendo il suo potenziale iniziò ad addestrarlo nel suo mestiere. Col tempo Richard Joyce divenne un maestro artigiano a pieno titolo e con i pensieri della ragazza che si era lasciato dietro a sé, creò il primo Claddagh Ring. Il cuore simboleggia l'amore, il paio di mani rappresenta l'amicizia e la corona la fedeltà e la fedeltà.
    Nel 1689, dopo un accordo con il re Guglielmo III per la liberazione di tutti i suoi sudditi tenuti in schiavitù, Richard Joyce si ritrovò un uomo libero.
    Il suo padrone, che ormai si era molto affezionato a lui, offrì in matrimonio la sua unica figlia e metà della sua ricchezza, se fosse rimasto ad Algeri, ma Joyce rifiutò e tornò a casa a Galway.
    Lì scoprì che la sua dolce metà aveva aspettato il suo ritorno e, presentandole l'Anello di Claddagh, si sposarono.

    ALLA SCOPERTA DEL CONNEMARA
    Connemara, contea di
    Anima selvaggia

    A tratti austero e a tratti sublime, è un luogo ricco di leggenda, folclore e bellezza profonda.
    Delimitata dall'Oceano Atlantico e posizionata in un angolo particolarmente scenografico della contea di Galway, questa regione è famosa per il suo territorio selvaggio e i colori tenui. Le torbiere rugginose sono punteggiate di laghi grigio-blu, gli antichi muretti in pietra segnano le colline e le spiagge coralline, le baie sabbiose e i porticcioli sono tutti bagnati da un oceano con sfumature cangianti.
    Talmente bello quanto indescrivibile, così ricco di elementi che non si possono elencare tutti. È una di quelle tappe che mentre la percorri capisci che il bello di viaggiare sta nel viaggio stesso, non nella meta. La natura bucolica compare ad ogni angolo con conigli, cavalli, capre, pecore, mucche, erba di varie misure, torba, ecc., con l'acqua come minimo comune denominatore, il carburante di tutto il motore. Il panorama si completa con sabbia, sassi, lumache, scogli, mare, immense pianure, delicate colline... perfino gli escrementi degli animali finiscono inglobati nel sistema paesistico irlandese. E ancora gabbiani, corvi, nuvole (ovviamente!), barche, casette, piccoli fiorellini, alghe, ecc. ecc.: veramente indimenticabile. Ma non è solo il paesaggio a rendere prezioso il Connemara, c'è anche la lingua irlandese, tanto amata dai suoi abitanti. Ci sono le cittadine e i villaggi ricchi di fascino come Leenane, Roundstone, Clifden e Letterfrack.
    Ci spostiamo da Galway a Leenane.
    LEENANE-(Leenaun)
    In gaelico An Líonán, è un villaggio della regione di Galway situato sulle rive dell’unico fiordo irlandese. Molto visitata dai turisti la zona è considerata un paradiso della natura e si trova a confine con un’altra nota zona d’Irlanda: il Mayo.
    La caratteristica Leenaun è famosa per il fiordo di Killary, lungo più di 16 chilometri e profondo fino a 45 metri. Sembra sia proprio l’unico, nel suo genere, in Irlanda. Le sponde del fiordo si dividono tra la contea del Mayo, nell’area settentrionale, e Galway, nell’area meridionale: nella prima è presente anche il monte Mweelrea, il più alto di tutta la provincia del Connacht (817 metri).

    Dopo un pranzo veloce si procede per visitare la
    ABBAZIA DI KYLEMORE
    Circondata da giardini, Kylemore Abbey è situata nel cuore del Connemara, nella Contea di Galway: una Abbazia dallo stile inconfondibile conservata perfettamente ed è ancora adibita allo scopo, oltre che sfruttata per scopi turistici. Ospita un collegio femminile ed è aperta ai visitatori. All’interno ci sono immensi giardini, nonché il ristorante tradizionale e il laboratorio artigiano della lavorazione della ceramica.
    Ciò che attira i visitatori da tutto il mondo è la spettacolare cornice che la circonda, come un quadro da ammirare per ore, si trova in una regione selvaggia e aspra nell’Irlanda occidentale, sull’omonimo lago Lough Kylemore nel quale si riflette armoniosamente protetta alle spalle delle Twelve Bens.
    (I Twelve Bens o Twelve Pins sono un complesso montagnoso di dodici celebri e pittoresche cime situate nel Connemara.)

    Kylemore Abbey era una residenza vittoriana in stile neogotico costruita da un ricco commerciante di Liverpool nel 1864-1868 (XIX secolo) il finanziere e parlamentare inglese Mitchell Henry, rappresentante a Londra della regione di Galway. Nel 1920 l’edificio fu acquistato dalle monache benedettine di Ypres, il cui monastero in Belgio era stato distrutto durante la Prima Guerra Mondiale. Si presentava con 33 camere, 4 bagni, 4 salotti, sala da ballo, sala biliardo, biblioteca, studio, sala scuola, area fumatori, sala pistola e vari uffici e residenze del personale interno per il maggiordomo, cuoco, governante e altri addetti. Al suo interno vi è devotamente conservata una bandiera inglese strappata al nemico dalla brigata irlandese al servizio della Francia nella battaglia di Fontenoy.

    La cappella
    A soli cinque minuti a piedi dall'Abbazia, lungo le rive del Lough Pollucapal, si trova l'incantevole chiesa neogotica di Kylemore. Descritto come una "Cattedrale in miniatura", questo elegante edificio in stile XIV secolo è una testimonianza duratura dell'amore di Mitchell Henry per sua moglie Margaret.
    Mausoleo
    Nascosto, in un luogo tranquillo lungo il viale alberato, si trova il Mausoleo di Mitchell e Margaret Henry. Questo semplice edificio in mattoni è un modesto luogo di riposo con un'aura di pace e serenità. Quando Margaret morì durante una vacanza di famiglia in Egitto nel 1874, il suo corpo fu imbalsamato in preparazione per il viaggio di ritorno in Irlanda. Il folklore locale racconta che i suoi resti splendidamente conservati furono collocati in una bara di vetro nella sala delle scale presumibilmente con le mani poste serenamente sotto le guance. Col tempo le spoglie di Margaret furono deposte nel piccolo mausoleo nel bosco dove nel 1910 dopo la sua morte a Londra fu sepolto anche il suo grande amore Mitchell.
    Torniamo a Galway.
    Facciamo un tour nelle strade caratteristiche della cittadina.
    Tanti luoghi interessanti!

    La Collegiata di San Nicola
    La chiesa parrocchiale medievale più grande ancora in uso in Irlanda. È l'unica chiesa anglicana della città. Eretta verso il 1320, sorge probabilmente sui resti di una più antica cappella. La chiesa fu poi ampliata nel XV secolo quando Galway raggiunse il massimo della prosperità economica. Durante questo periodo furono infatti aggiunte le navate laterali, il transetto, la cappella ed il campanile. Nel 1652, dopo 9 mesi di estenuante assedio, le truppe guidate da Cromwell distrussero la città e trasformarono la chiesa in una stalla per i cavalli dell'esercito.
    Spanish Arch
    Due delle porte delle mura costruite nel 1584 che servivano da protezione dal mare per le navi che dovevano scaricare le merci.
    Lynch’s Castle
    La più bella casa medievale dalla facciata decorata con sculture e stemmi della famiglia Lynch e del Re Enrico VII. Oggi l'edificio è sede della Allied Irish Bank.
    Una curiosità sono le statue di Oscar Wilde ed Eduard Vilde che non erano conterranei, ma nati a qualche anno di distanza: Oscar, irlandese di Dublino, nato nel 1854 e Eduard Vilde di Pudivere, Estonia, nel 1865.
    La scultrice estone Tiiu Kirsipuun ha immaginato un incontro tra i due, che non è mai avvenuto, e lo ha immortalato nel bronzo: i due scrittori sono seduti su una panchina mentre chiacchierano amabilmente.
    La scultura fu inaugurata nel 1999 e posta in una via di Tartu in Estonia.
    Durante una visita ufficiale la presidentessa dell' irlanda Mary Mc Aleese rimase molto colpita dalla scultura che le fu data, in miniatura, come dono ufficiale e così il governo estone decise di costruirne una identica e di donarla alla città di Galway in occasione dell'ingresso dell 'Estonia nell'Unione Europea nel 2004.
    Una targa, posta ai piedi della panchina a Galway e sul muro a Tartu ricorda i due poeti e le loro date di nascita.
    Altra statua interessante quella di Pádraic Ó Conaire che è stato uno scrittore irlandese di lingua gaelica. In inglese si chiamava P.J. Conroy. In una piazzetta altre statue che rappresentano dei suonatori e una coppia che balla. Io e Bianca ci uniamo a loro!
    L’atmosfera di altri tempi in questa città si respira in ogni angolo, partendo dal centro storico puntellato dalle insegne colorate dei coffee bar e dei pub, e animato dagli artisti di strada che si esibiscono a ogni ora, magari intonando antiche canzoni dalla lingua incomprensibile. Sì, perché Galway è anche considerata la capitale gaelica dell’Irlanda, o meglio del Gaeltacht, ossia di quell’area occidentale del paese dove il 25% degli abitanti conosce ancora l’antica lingua gaelica. Altro punto che regala squarci interessanti è l’Old Dock, il porto che dà la sensazione di essere sospesi in una realtà parallela, e vivere in un borgo di pescatori.
    Tra i tanti pub i più interessanti sono il Tis Goili’ In pieno centro, uno dei pub più antichi e caratteristici di Galway, un luogo dove gustare una delle tante e ottime birre irlandesi e il King’s Head un vero pezzo di storia vivente. L’edificio risale al 13° secolo.















  4. Giorno 4 - 21/06/2022

    GALWAY-SCOGLIERE DI MOHER -TRALEE

    21/06

    Si parte per il Kerry attraversando il Burren.
    Il Parco Nazionale del Burren si estende per oltre 1600 ettari nella parte sud-orientale dell’Irlanda, nella provincia di Burren, nella contea di Clare, gestito dallo stato irlandese e si caratterizza per le rocce calcaree che occupano gran parte del parco e rappresentano la più grande regione carsica d’Europa. Qui si trovano i famosi “campi solcati” in pietra calcarea, paesaggi tipici della regione del Burren.
    Il nome Burren deriva dal termine “Boíreann” che in Irlandese significa “posto roccioso” ed è un’immensa piattaforma rocciosa ricca di dolmen. il più famoso è il dolmen di poulnabrone, risalente al neolitico).

    Dolmen di Poulnabrone
    (Poll na mBrón in irlandese, traducibile come Buco dei Dolori) è un antico dolmen che risale pressappoco al neolitico, tra il 4.200 e il 2.900 a.C. È costituito da una lastra di 3,6 metri di lunghezza supportata da due sottili lastre poste in verticale. Nelle vicinanze si trova anche un tumulo di pietre che probabilmente serviva a stabilizzare la tomba, in origine molto più alta. Nel 1985 fu scoperta in una delle pietre una crepa che causò, successivamente, il crollo della struttura. La pietra crepata venne sostituita e il monumento restaurato; gli scavi eseguiti hanno messo in luce i resti di almeno 22 tra adulti e bambini, che erano stati sepolti presso il monumento. Con i defunti furono sepolti diversi oggetti personali, inclusa un'ascia di pietra levigata, un ciondolo di osso, cristalli di quarzo, armi e ceramiche. La tomba rimase un centro rituale importante fino al periodo celtico.
    In piena età del bronzo, circa nel 1.700 a.C., un neonato fu sepolto nel portico, appena fuori dall'ingresso. Il dolmen domina il paesaggio di pietra calcarea del Burren.
    Sosta alla “The Roadside Tavern”, un caratteristico pub datato 1865, il che lo rende uno dei più antichi della zona. Si beve ottima birra artigianale in un ambiente accogliente e caratteristico: ci fanno assaggiare diverse qualità di birra…e si beve…si beve…..
    Due curiosità! Sulla facciata una lastra metallica con le indicazioni per incidere lettere e poi i termosifoni posti sotto le panche!
    Ed eccoci a
    Cliffs of Moher, suggestivo panorama, scogliere da urlo!
    Cliffs of Moher, scogliere di roccia arenaria e sedimentaria, alte fino a 214 m a strapiombo sull’oceano. Una delle esperienze turistiche e delle attrazioni turistiche preferite d'Irlanda, le scogliere di Moher torreggiano sull'aspra costa della contea occidentale di Clare. Visivamente spettacolari, si trovano a cavallo del suggestivo paesaggio del Burren da un lato e del selvaggio Oceano Atlantico dall'altro seguendo la costa per quasi 14 chilometri; si sono formate oltre 320 milioni di anni fa e oggi fanno parte del Patrimonio UNESCO. Ci incamminiamo sul sentiero di sinistra percorrendolo quasi tutto. Il panorama è mozzafiato, la scogliera con lo sfondo del mare e una folla di uccelli in volo che si appollaiano sulle sue pareti. In quest'area protetta vivono circa 30.000 uccelli di oltre venti specie, tra cui il pulcinella dell'Atlantico ma anche falchi, gabbiani, cormorani e corvi. Un vero spettacolo. Per evitare pericoli di cadute è stata posta una cinta in grosse lastre di pietra sul ciglio della scarpata. Abbiamo fatta una foto per documentare! Una targa ricorda le vittime cadute dall’ alto…. In lontananza si intravedono nella nebbia, nebbia che aggiunge una nota di fascino, le isole Aran. Non mancano le mucche al pascolo! Torniamo indietro e prendiamo il sentiero di destra che presenta una scalinata che porta alla Torre O'Brien' alta 24 Mt. La torre fu costruita sulla scogliera nel 1835 dal padrone di casa e deputato locale Sir Cornelius O'Brien come punto di osservazione per i turisti inglesi che all'epoca frequentavano la zona. Si dice che inizialmente servisse da sala da tè; un'altra versione racconta che Cornelius costruì la torre per impressionare le donne che stava corteggiando!
    CENTRO VISITATORI
    Inserito nella collina, simile a una grotta, ospita una gamma completa di strutture e attrazioni. Il design ha un impatto visivo minimo sul paesaggio circostante ed è complementare alla bellezza naturale delle scogliere.
    Dall'apertura nel 2007, il centro visitatori ha vinto numerosi premi, tra cui il miglior edificio pubblico/culturale al Royal Institute of Architects of Ireland (RIAI) Awards del 2007; il Commercial Interiors Award agli International Federation of Interior Architects (IFI) Awards 2007 e l'Exhibition Design Award agli Institute of Designers in Ireland (IDI) Awards 2007 e 2008.

    UNA MIA RIFLESSIONE:
    Arrivato alle scogliere, avrei voluto soffermarmi in silenzio ad ammirare lo spettacolo di quella natura così selvaggia, con il mare che si scontrava con le rocce... purtroppo però, ma c'era da aspettarselo, le orde di turisti intenti a farsi “selfie” a tutto spiano hanno un po' rovinato l'atmosfera di quiete che sarebbe necessaria in questi luoghi. Noi ci siamo limitati ad una modesta foto ricordo!

    Un ristoro veloce e di nuovo in viaggio. Ci aspetta il traghetto da Killmer a Tarbert.
    Killimer è un villaggio nella contea di Clare e si trova sulla sponda settentrionale dello Shannon. La scultura fatta in legno metallo e pietra presente vicino al punto di imbarco ricorda il suo passato. Opera dello scultore Raymond Glynn vuole significare, nelle scritte riportate sulle assi in legno in alfabeto celtico di “Ogham” e che si riferiscono ai nomi delle contee di Clare e Kerry, la forte tradizione che le unisce e che durerà nei secoli.
    L' Alfabeto ogamico o Ogham craobh o semplicemente Beth-Luis-Nion (antico irlandese: Ogam, forse derivato dal greco antico ὄγμος, linea, solco) è un tipo di scrittura che fu in uso soprattutto per trascrivere antiche lingue celtiche. La sua caratteristica principale è quella di non avere lettere di forme differenti, bensì di ottenere le differenti lettere con un numero diverso di incisioni a destra, a sinistra o attraverso una linea che costituisce il fulcro dello scritto. Fonte Wikipedia
    Tarbert è una città nel nord della Contea di Kerry, con boschi a sud e l'estuario dello Shannon a nord.
    Lo Shannon Ferry ci accompagnerà in questo rilassante viaggio di 20 minuti che collega la Contea di Clare a quella di Kerry attraverso il maestoso estuario dello Shannon. Intravediamo un delfino….
    Si prosegue per Tralee dove alloggiamo all’ Hotel The Rose.






  5. Giorno 5 - 22/06/2022

    TRALEE-RING OF KERRY-TRALEE

    22/06
    Giornata dedicata alla scoperta di una zona più spettacolare e visitata del paese lungo la penisola di Iveragh la più grande delle cinque penisole dell' Irlanda sud-occidentale, oltre che una delle più grandi dell' intera isola.
    Situata nel Kerry, separata dalla penisola di Dingle e dalla penisola di Beara dal River Kenmare, è percorsa per gran parte dal celebre tratto di strada circolare, noto come Ring of Kerry, che parte dalla vicina Killarney. Una strada panoramica con splendide vedute che costeggia la penisola di Iveragh nel sud-ovest della contea di Kerry. Il percorso circolare di 179 km si snoda tra aspri e verdeggianti paesaggi costieri e paesini rurali sul mare. Questo anello è un esempio perfetto di tipico paesaggio irlandese: una dolce campagna verdeggiante che scende lenta verso il mare e punteggiata di cottage, splendide calette di sabbia bianca, vedute sconfinate sul mare e sulle isole e angoli da cui si possono godere meravigliosi panorami sul paesaggio costiero. Si intravede l’ Isola di Valentia (Oilean Dairbhre in gaelico irlandese) che è un'isola al largo delle coste del Kerry cui è collegata, data la esigua lontananza, da un ponte ed è stata il terminale orientale della prima connessione telegrafica transatlantica, installata nel 1857 e che ha operato fino 1966.
    Continua il viaggio verso Killarney con una sosta a Killorglin.
    Abbarbicata sulle colline sopra il fiume Laune, il grazioso villaggio di Killorglin è famoso per la “Puck Fair” (Fiera del caprone), che, a partire dal 1613, si tiene ogni anno a metà agosto. Si tratta di tre giorni di vivaci festeggiamenti (i pub non chiudono mai), durante i quali si celebra l’incoronazione del più grande e bel caprone (puck) a “Re della Fiera”, fiera di bestiame e cavalli. Gli studiosi ipotizzano che le origini della fiera derivino dall'Irlanda precristiana ovvero dalla festa celtica di Lughnasa che simboleggiava l'inizio della stagione del raccolto, e che la capra sia un simbolo pagano di fertilità.
    Alto posto caratteristico che visitiamo e’ il Bog Village, un villaggio-museo che mostra come vivevano nel Diciottesimo Secolo a Glenbeigh. Si possono ammirare due esemplari di Irish Wolfhound un’ antica razza canina irlandese famosa per essere la più alta del mondo un tempo usati per cacciare i lupi, alci o cinghiali selvatici e per la loro affascinante storia che risale ai tempi dei romani, infatti, nell’ anno 391 d.c., il console romano Quintus Aurelius acquistò 7 esemplari per farli combattere al Colosseo a Roma.
    LA STORIA DEL “BOG VILLAGE MUSEUM”
    Tutto iniziò con Jeremiah Mulvihill originario di Listowel (nord Kerry).
    Jeremiah era un tagliatore di torba (combustibile vegetale tuttora venduto in Irlanda) che si stabilì a Glenbeigh una cittadina della penisola di Iveragh nella contea di Kerry, nei primi del ‘800 perchè trovò in questo posto, un suolo eccellente per la produzione di torba. Le abitazioni di allora erano tutte concentrate in una unica stanza che faceva da cucina e letto. Per lo più in molti avevano un solo piano senza soppalco. Spieghiamo cosa è la torba.

    La torba è un tipo di sottosuolo costituito da resti parzialmente marciti di piante morte, accumulatisi gli uni sugli altri nei luoghi acquitrinosi per migliaia di anni. E’ composta da muschio misto a radici, foglie, fiori, erbe e semi di eriche. Talvolta sono presenti anche tronchi e radici di alberi come il pino, la quercia scozzese, la betulla ed il tasso. Le zone in cui si accumula la torba sono chiamate “torbiere” o “paludi”. In Irlanda esistono tre tipi di torbiere:
    Torbiera a tappeto: consiste in un tappeto di torba che si estende su vaste aree.
    Torbiere alte: a forma di cupola, sviluppatesi in precedenti bacini lacustri
    Paludi: torbiere piane situate intorno alle rive dei laghi e nelle zone acquitrinose.
    La torba da bruciare è stata usata come fonte di riscaldamento e carburante di cottura per migliaia di anni ed è ancora oggi utilizzata in alcuni Paesi (come l'Irlanda e la Finlandia) e in zone povere di alberi.
    Si inizia il percorso del RING dove ogni curva porta a una nuova spettacolare vista, di laghi, fiumi e cascate, dimore maestose e castelli.
    Una sosta pranzo a Sneem, in gaelico An tSnaidhm, conosciuta con il nome inglese The Knot, il nodo, forse perché il fiume Kenmare incontra le correnti del Kenmare Bay, nell’estuario proprio sotto il paese, oppure più semplicemente perché è un vero e proprio nodo panoramico verso una delle zone più amate dai turisti. Sneem si presenta come una località tranquilla. Ottimo piatto di ostriche e pesce consumato alla Stone house, una piccola azienda a conduzione familiare che ospita clienti da oltre 25 anni nel ristorante e il B&B.
    L'ex presidente francese Charles de Gaulle visitò Sneem nel maggio 1969 e un monumento a lui dedicato si trova ora nella piazza a nord del villaggio. Vicino altro monumento dedicato a Steve Casey che è stato un vogatore e lottatore campione del mondo.
    Si prosegue per Killarney e visita alla Muckross House che si trova sulle rive del lago Muckross, nella splendida cornice del Parco nazionale di Killarney. Le stanze di questa magnifica dimora vittoriana - una delle principali dimore signorili d'Irlanda - elegantemente arredate, ritraggono lo stile di vita della nobiltà terriera, mentre al piano inferiore nel seminterrato si possono vivere le condizioni di lavoro della servitù impiegata nella casa un tempo. In verità non mi ha esaltato! Si torna in hotel per la cena.





  6. Giorno 6 - 23/06/2022

    TRALEE-CASHEL-KILKENNY

    23/06
    Oggi ci attendono dei luoghi molto affascinanti.
    Cashel è un centro abitato del South Tipperary, nelle midlands meridionali d' Irlanda. Situato a breve distanza dalla strada nazionale N8, il villaggio è celebre per il suo patrimonio storico e architettonico, fra tutti la celebre ed imponente Rocca di Cashel, uno dei siti archeologici più apprezzati e visitati d'Irlanda. Affascinante e custode di leggende, la Rocca di Cashel, o Rocca di San Patrizio, è uno dei siti più importanti dell'Isola. Sulla cima della rocca sorge un imponente complesso archeologico circondato da antiche fortificazioni: mura poderose proteggono una torre rotonda, un’abbazia priva delle strutture di copertura e le rovine della sede arcivescovile, edificata sopra ad insediamenti notevolmente più antichi. La struttura ricorda una fortezza, proprio in riferimento all’antica funzione di baluardo della resistenza celtica contro la cristianizzazione della zona; infatti nel X secolo la Rocca fu conquistata dagli O’Brien e nel 1101 il re Muircheartach O’Brien fece una donazione alla Chiesa: lo scopo subdolo era quello di ingraziarsi le potenti sfere ecclesiastiche locali per impedire al clan rivale, gli Eoghanachta, di riconquistare la rocca.
    Le travagliate vicende della Rock of Cashel, videro passare la fortificazione di mano in mano. Nel 1647, nel corso della guerre confederate irlandesi, il saccheggio toccò all’esercito inglese di Oliver Cromwell, guidato da Murrough O’Brien. Successivamente, agli inizi del XVIII secolo, la Chiesa protestante la rilevò per circa venti anni trasformandola in un luogo di culto. Il tetto dell’abbazia fu rimosso nel 1749 per ordine dell’allora vescovo della Church of Ireland (anglicana), Arthur Price. Seguì un crollo, ma non venne mai eseguito il restauro.
    Tutto intorno una distesa di verde delimitato da croci celtiche in quanto era abitudine ricavare le tombe tra le rovine delle antiche chiese, quasi come una simbologia, in un ordine apparentemente casuale.
    A Cashel questa usanza è durata fino al 1984 circa.
    In questo contesto quasi fiabesco si colloca la Rocca di San Patrizio, che resta uno dei luoghi di maggiore attrazione turistica.

    Lungo la strada per Kilkenny incontriamo:

    BLACK ABBEY CHURCH
    Fondata dai domenicani nel 1225 ma caduta in disuso con la Riforma, dove si può ammirare la più grande vetrata policroma d’Irlanda realizzata con 10.000 frammenti di vetro color rubino e zaffiro che illustrano la vita di Cristo.

    ST. CANICE’S CATHEDRAL
    Risalente al XIII secolo: oltre alle pietre tombali in marmo nero, si possono salire i 160 gradini che portano alla sommità della sua torre circolare dove godere di un’imperdibile vista sulla città.
    Si prosegue per Kilkenny.
    Kilkenny è una città della Repubblica d’Irlanda, situata nei pressi del fiume Nore, nella parte sud orientale dell’isola, ma non affacciata direttamente sulla costa. La cittadina antica conserva un fascino meraviglioso con le sue caratteristiche stradine medievali e i suoi vicoli stretti, riuscendo a riportarci indietro nel tempo.
    L’evento storico più importante e in assoluto riguarda gli Statutes of Kilkenny, una serie di trentacinque articoli emanati nel 1367, con l'intento di frenare l'allarmante declino della dominazione Hibero-Normanna dell' Irlanda mentre in passato fu la capitale della Confederazione d'Irlanda prima di cadere in mano alle truppe di Oliver Cromwell. Il turismo in questa città è molto importante e rinomato, da sempre considerata come un’attrazione turistica per la celebre birra rossa che porta il suo nome anche se l’invenzione di tale birra risale a tempi più recenti e fu introdotta principalmente proprio per soddisfare il palato dei turisti stessi. La lunga tradizione della produzione della birra nacque con la mitica St. Francis Abbey Brewery dei Signori Cole e Smithwick. Dopo secoli di produzione artigianale e tradizionale la birreria fu acquistata dalla famosissima Guinness e ora appartiene al gruppo Diageo attraverso la fusione tra la Guinness e la Metropolitan. La curiosità è che la birra storica in realtà era prodotta soltanto in minima parte nell’antica e tradizionale birreria, l’ 80% del prodotto era Budweiser.
    Dopo pranzo visitiamo il
    CASTELLO DI KILKENNY
    Il Castello di Kilkenny è una delle più grandi e imponenti strutture della cittadina la cui origine viene fatta risalire probabilmente al XII-XIII secolo. In origine, infatti, il Castello altro non era che una piccola torretta lignea, voluta nel 1172 da Richard de Clare, un conquistatore di origini normanne che giunse nella zona di Kilkenny per occuparla, in quanto ritenuta particolarmente strategica per i collegamenti nell'isola. Pian piano, l'edificio venne trasformato in un castello vero e proprio, in pietra, e acquisito dalla potente famiglia Butler, che ne detenne la proprietà dal 1391 al 1967, quando fu ceduto all'asta per appena 50 sterline, passando cosi nelle disponibilità della città di Kilkenny. Caratterizzato da ampi corpi di fabbrica affiancati, da torrette merlate e da sale di grandi dimensioni, il Castello è aperto alle visite, e costituisce un museo storico di peculiare interesse per la zona e tutta l'Irlanda. Nei tre piani si possono osservare stanze riccamente arredate tra cui biblioteche, stanze da letto, camere per ricevimenti e da pranzo, gallerie con collezioni di quadri di famiglia, le stanze dei bambini e quelle di lettura ma anche tante curiosità come un enorme W.C…..!. L’area del giardino è di 21 acri (circa 8000 metri quadri).
    Interessante la Long Gallery, l'ala del castello più vicina al fiume, che presenta un pregevole soffitto dipinto con motivi della tradizione celtica e preraffaellita, i ritratti della famiglia Butler e splendidi arazzi.
    Una passeggiata nella cittadina per scoprire angoli nascosti.
    KYTELER'S INN
    E’ una struttura pubblica situata nel centro della Kilkenny medievale. Con parti dell'edificio risalenti al XIII o al XIV secolo, l'edificio è tradizionalmente associato alla famiglia Kyteler e soprattutto a “Dame Alice Kyteler”, una presunta strega della zona. L' edificio ospita una locanda dal 1639.

    LA STORIA
    Dame Alice Kyteler (Kilkenny, 1280 – Inghilterra, dopo il 1325) è stata una donna irlandese originaria di Kilkenny accusata di stregoneria.
    Le sue vicende costituirono il primo dei casi europei di caccia alle streghe ed avvennero poco dopo l'elezione di Papa Giovanni XXII (1316 - 1334), che nel 1320 aggiunse la stregoneria alla lista delle eresie condannate dalla chiesa cattolica.
    Note biografiche (fonte Wikipedia)
    Alice Kyteler si sposò ben quattro volte e tutti i suoi mariti morirono in circostanze sospette e questo poteva già esser sufficiente per accusare una donna di stregoneria nell'Europa dell'inizio del XIV secolo. In realtà Alice Kyteler si era fatta alcuni potenti nemici che non cercavano altro che il pretesto per eliminarla. Nel 1324 fu accusata di stregoneria tramite la testimonianza di molti, che giuravano di averla vista spazzare strane polveri davanti alla soglia di casa del figlio, William Outlawe, cantando o recitando: "Nella casa di William, mio figlio, vada tutta la ricchezza di Kilkenny...". Altri ancora testimoniarono che sacrificasse galli neri e frequentasse il demonio.
    Venne condannata al rogo con la sorella, col figlio avuto dal primo marito e con la serva Petronilla de Meath.
    Alice Kyteler riuscì però a fuggire in Inghilterra; suo figlio riuscì a salvarsi offrendosi di rifare il tetto della St Canice's Cathedral con tegole in piombo; Petronilla morì sul rogo davanti al luogo dove oggi sorge il Tholsel, il municipio di Kilkenny; nulla si sa del destino della sorella. La casa che si dice sia appartenuta ad Alice Kyteler pare tuttora esistere in St Kieran's st 27, a Kilkenny ed oggi ospita un bar-ristorante. (KYTELER'S INN)
    _____________________________________________________________________
    ROTHE HOUSE
    Questa casa di mercanti dell’ epoca tudoriana fu eretta intorno a due cortili. Ospita una mostra archeologica ed una collezione di costumi.
    GRACE’S CASTLE
    Fu eretto nel 1210 e poi trasformato in prigione. Ristrutturato nel XVIII secolo, è da allora sede del tribunale.
    Ma tutta Kilkenny offre scorci particolari. Troviamo anche un poco d’ Italia!
    Alloggiamo e ceniamo all’ Hotel Kilkenny.


  7. Giorno 7 - 24/06/2022

    KILKENNY-KILDARE-DUBLINO

    24/06
    In viaggio verso Dublino passando per la contea di Kildare. Alloggiamo presso l’ Hotel Ashling.
    Visitiamo i famosi
    “IRISH NATIONAL STUDS & JAPANESE GARDENS”
    Le corse di cavalli sono nel sangue degli irlandesi e Kildare è la fucina di campioni e il luogo di nascita di leggende. Oltre a produrre cavalli campioni, il National Stud è diventato un luogo popolare da visitare nella contea di Kildare ed è il pulsante dell'industria delle corse di cavalli dell’ isola e l'unica scuderia in Irlanda aperta al pubblico. Si ammirano spettacolari stalloni nel paddock e le cavalle protettive con i loro puledri giocosi. Anche se non si è un appassionato di corse, si può appezzare il successo che ha avuto questo luogo e la passione che lo ha sostenuto. The Stud è nato nel 1916 a seguito del dono di William Hall Walker. Infatti, fu nell' autunno del 1915 che il colonnello Walker donò al governo britannico 6 stalloni e più di 300 capi di bovini. Inoltre la scuderia di Walker era rinomata in tutto il mondo delle corse; I suoi cavalli di razza Tully avevano vinto non solo il Derby, ma anche le Mille Ghinee, il St. Leger e l'Ascot Gold Cup. Una foto vicino alla sua statua è d’ obbligo!

    La costruzione delle loro stalle, con finestre rettangolari in cima alle pareti, assicura che i cavalli siano baciati dai raggi del sole ed essere esposti a un'influenza celeste!
    William Hall Walker credeva molto nell’ astrologia e fece produrre carte astrologiche per ogni nuovo puledro infatti vendeva i puledri solo dopo aver consultato i loro oroscopi!
    E’ presente anche una specie di planetario per oroscopi…

    In bella mostra una scultura dello Stallone “Spirito Invincibile” che alla veneranda età di 25 anni ancora procrea alla grande! Ogni sua monta costa 384,982 sterline!

    Ecco perché gli hanno fatto un monumento!
    I giardini giapponesi agli Irish National Studs
    Creati tra il 1906 e 1910, i Giardini giapponesi furono progettati dall'artista Tassa Eida e suo figlio Minoru e combinano arte, filosofia e natura in perfetto equilibrio per creare un ambiente tranquillo e contemplativo. Splendide strutture come il ponte della vita e la Tea House si fondono con il fogliame vivido ed i ruscelli in un perfetto equilibrio di immagini suoni e colori.
    Questi giardini sono considerati i migliori del loro genere in Europa.
    Torniamo a Dublino e nel pomeriggio visitiamo la
    CATTEDRALE DI SAN PATRIZIO
    La St. Patrick’s Cathedral è una delle due cattedrali sotto l’egida della Chiesa d’Irlanda e più precisamente la più grande. Eretta vicino al celebre pozzo nel 1191, la sua costruzione innescò una disputa con le autorità della Christ Church Cathedral. una sorta di rivalità che fu gestita dall’arcivescovo Henri Londres e risolta soltanto nel 1213. Egli elevò il luogo di culto al rango di cattedrale, funzione che esercita ancora oggi nell’ambito della Church of Ireland, anche se non è il soglio di alcun vescovo, in quanto questo merito spetta alla Cattedrale di Christ Church. Secondo una leggenda locale, San Patrizio usava un pozzo, proprio dove adesso sorge la cattedrale a lui dedicata, circa 1500 anni fa, per battezzare i convertiti. Oggi, nella chiesa, è possibile ammirare un’antica lastra tombale paleocristiana, scoperta nel 1901 che copre i resti di un antico pozzo che potrebbe essere lo stesso utilizzato da San Patrizio.
    La pietra è stata trovata vicino all’entrata di quello che oggi è il parco, accanto alla cattedrale. Ben sei lastre come questa furono trovate nel 1901, mentre il parco era in costruzione. Queste lastre hanno più di mille anni e furono probabilmente usate come marcatori di sepoltura sul sito di una chiesa che sorgeva qui prima della costruzione della cattedrale.
    La cattedrale fu rimaneggiata in stile gotico tra il 1225 e il 1254. Il suono delle campane, semmai potessimo sentirle suonare, sono accordate in scala di Re.
    Con i suoi 100 metri di lunghezza, la Cattedrale vanta il primato di essere la chiesa più lunga dell’Irlanda medievale. Nel XIX secolo il degrado delle strutture costrinse ad un profondo restauro (1866-1869), finanziato da sir Benjamin Guinness. La cattedrale custodisce la tomba del suo più illustre decano e scrittore Jonathan Swift, nato nel 1667 e morto nel 1745 e la sua notorietà della è legata anche alla vicenda dello scrittore, autore de “I Viaggi di Gulliver”, che dal 1713 al 1745 vi svolse l’incarico di diacono e che fu qui sepolto insieme all’amata Esther, meglio nota con il nome di Stella.
    Splendido il monumento della famiglia Boyle, costruito da Richard Boyle (il prima duca di Cork) in onore della seconda moglie Lady Catherine nel 1632, che rappresenta i 16 membri della sua famiglia. Dall’alto verso il basso ci sono: i nonni di Lady Catherine, i genitori, lei e suo marito con i figli. La statua di un ragazzino al primo piano, solo soletto, rappresenta il suo figlio minore Robert…. Chi ha reminiscenza di chimica forse ricorderà la famosa “legge di Boyle”; ebbene lui ne fu l’inventore infatti è ancora conosciuto come il padre della chimica moderna.
    Non sono molte le persone che, dopo la propria morte, possono permettersi di riposare in pace in un mausoleo di ben quattro piani: la famiglia Boyle doveva essere veramente importante per avere l’onore di riposare proprio qui!
    Il monumento della Famiglia Johns è dello stesso periodo del monumento Boyle e ricorda l’arcivescovo Johns (quella in alto inginocchiato a pregare), famoso perché donò il libro di Kells al Trinity College dove è ancora esposto e può essere ammirato nella Biblioteca antica. Il monumento fu finanziato dal figlio dell’arcivescovo che è rappresentato sdraiato.
    L’interno della Cattedrale presenta numerosi elementi storico-artistici di grande interesse. Molto bello il battistero che conserva un pavimento con mattonelle originali del XII secolo e una fonte battesimale medievale in pietra. Tanti i busti, i monumenti sepolcrali, le placche e le targhe, posti per commemorare benefattori della chiesa, arcivescovi e personaggi famosi della storia irlandese come Robert Boyle, illustre scienziato, il duca di Schomberg, O’ Carolan, il più grande compositore di musica popolare irlandese.
    Da notare inoltre, la statua del marchese di Buckingham, primo grande maestro dell’Ordine di San Patrizio, quella di Benjamin Guinness posta all’ingresso ed il busto di Swift nella navata, con relativo epitaffio da lui stesso dettato.
    Assolutamente da non perdere l’Albero della Rimembranza, creato nel 2014 per commemorare il centenario della Prima Guerra Mondiale; sui suoi rami è possibile lasciare un bigliettino in segno di buon auspicio.
    Cè anche la porta in legno, la Porta della riconciliazione (The Door of Reconciliation), la porta di quella che un tempo era la sala capitolare con il leggendario foro, che si dice praticato nel 1492 allo scopo di riappacificare le famiglie Fitzgerald e Ormond con una stretta di mano attraverso il foro stesso a conclusione di una lite. (da qui l’espressione “changing one’s arm”: giocarsi un braccio) porgendo una mano di pace a conclusione di una lite (da qui l’espressione “changing one’s arm”: giocarsi un braccio).

    Molto bella la Cappella della Madonna venne utilizzata dagli Ugonotti dal 1666 al 1816. Si dice che la sedia a spalliera rialzata sia stata utilizzata da Guglielmo lll il 6 luglio 1690 nella funzione tenutasi nella cattedrale dopo la Baltaglia del Royne. La statua della Vergine con Bambino è di Friedrich Herkner (Royal Hibernian Academy). La cappella oggi viene utilizzata come zona di raccoglimento e preghiera.

    Suggestivo il coro dove fino al 1871 avveniva la cerimonia dell’investitura dei cavalieri dell’Ordine di San Patrizio, le cui bandiere sono appese proprio sopra gli stalli contrassegnati dai loro blasoni.
    Possiamo ammirare il pulpito e un’orgogliosa aquila dorata che funge da leggio: rappresenta la divulgazione della parola di Dio in tutto il mondo. Completata la visita alla Cattedrale, una passeggiata nel piccolo parco ad essa adiacente.
    Stasera cena al famoso pub.

    MURRAY’ S
    Situato in posizione centrale nel cuore della città di Dublino è un luogo ideale per cenare, rilassarsi e distendersi. Poi un intermezzo di buona musica è quello che ci vuole per completare il viaggio!



  8. Giorno 8 - 25/06/2022

    Si conclude il nostro viaggio in terra d’ Irlanda.

    25/06
    Nostre impressioni sul viaggio
    L’ Irlanda è spesso dipinta come un’ isola lussureggiante, terra di musicisti e poeti, ricca di pub e cottage dai tetti di paglia. La realtà politica ed economica è molto meno idilliaca, ma la giovialità della gente ha fatto dell’ Irlanda un luogo molto piacevole per noi visitatori. La sua storia ed i suoi paesaggi ci hanno lasciato un segno indelebile e poi la sua conosciuta piovosità ci ha risparmiato!



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